La compagna di Theo Hernandez, Zoe Cristofoli: “Ha voluto far nascere i figli nello stesso giorno”

Zoe Cristofoli è la compagna di Theo Hernandez ormai da cinque anni: il 28enne calciatore francese ex Milan e la 29enne modella e influencer veronese stanno insieme da giugno 2020. Si sono conosciuti a una cena a Milano tramite amici comuni e, dopo un periodo di corteggiamento, hanno ufficializzato la relazione nell'estate di quell'anno. Al momento non sono sposati, ma la loro coppia – dopo aver attraversato nei primi tempi alti e bassi – è molto solida ed è sfociata in una famiglia: il 7 aprile del 2022 è nato il loro primo figlio, Theo Junior, mentre il 7 aprile del 2025 è nata la secondogenita, Cloe Marie. Già, i due figli sono venuti alla luce lo stesso giorno e non è un caso, ma il frutto di una precisa volontà del terzino attualmente all'Al Hilal di Simone Inzaghi (dove sta giocando a livelli altissimi, 7 gol e 2 assist in 20 partite).
Zoe Cristofoli: "Theo è testardissimo e voleva questo, non so perché"
"Sono nati lo stesso giorno, perché lui voleva che i figli nascessero lo stesso giorno – racconta Zoe al podcast ‘One More Time' – quindi ha boicottato il mio secondo parto per anticiparlo, cioè delle cose assurde. Sono nati davvero lo stesso giorno, 7 aprile tutti e due. Una cosa strana, no? Stesso giorno. Come ha fatto ad anticipare il parto? Io ho fatto il parto cesareo e potevo scegliere, quindi mi hanno detto ‘sai, non cambia niente, dei giorni in più, dei giorni in meno quando sei arrivata al termine' e lui è riuscito nell'intento, perché è una persona testardissima e lui voleva questo. Non so perché, lui voleva che nascessero lo stesso giorno, così è stato".
"A Milano aveva trovato una famiglia, si sarebbe venduto l'anima per restare. Purtroppo a volte non dipende da te"
La coppia da un po' vive a Riad, in Arabia Saudita, dopo il trasferimento della scorsa estate dal Milan all'Al Hilal. Un addio che Theo mai avrebbe voluto, giura la sua compagna: "Lui sarebbe rimasto a Milano per sempre. Mi viene anche un po' da star male, perché io ho sempre visto lui innamorato del suo lavoro, cioè lui vive per giocare a calcio e lo dimostrano i fatti, perché comunque ci sono giocatori che fanno tante altre cose anche fuori dal campo. Lui ha sempre detto no, anche ad altri lavori, altri guadagni, perché lui ha sempre voluto concentrarsi solo in quello. Lui a Milano aveva trovato la sua dimensione, aveva trovato veramente una famiglia e lui si sarebbe venduto l'anima per restare. Però purtroppo a volte non dipende da te, come tante cose non dipende da te. Se non c'è la situazione e non ti vogliono, cosa devi fare? Perché lui sarebbe rimasto. Ma non c'era la stessa voglia che lui rimanesse, quindi cosa doveva fare? Farsi trattare male, cioè rimanere in una situazione che non andava bene? Lui sarebbe rimasto. Per noi è stato un trauma, poi arrivano anche delle opportunità, le devi cogliere, combini le cose e prendi le tue scelte per la tua famiglia, per i tuoi figli. Alla fine è stata una bella scelta, lui è felice ora, però ovvio che questa cosa per lui… È stata la sua casa qua. Sarà sempre una parte di lui".
La nuova vita di Theo Hernandez e della sua compagna in Arabia: "All'inizio è stata dura, niente passeggiata al parco"
Zoe Cristofoli racconta poi com'è oggi la loro vita a Riad: "È ovvio un po' dura, è un po' tutta una novità. È dura perché comunque è sempre un cambiamento. Io sono una persona che ama i cambiamenti, cioè mi piace, sono pronta, va bene, è un'esperienza, mi piace fare esperienze, quindi dico andiamo, perché no? Cioè sono contenta, poi vabbè, comunque è normale che seguo il mio compagno per stare insieme, per tenere unita famiglia. Non mi sarei mai sognata di rimanere io a Milano e lui là. Ci trasferiamo e iniziamo una nuova vita là. All'inizio è stata dura, cioè all'inizio c'era la bellezza del cambiamento, ma poi la difficoltà di dire: ‘Ok, qua è un'altra vita, non è la vita di Milano, la vita europea'. Là non te la fai la passeggiata al parco, non c'è. Perché non ci sono i parchi, non ci sono zone. La passeggiata te la fai al centro commerciale, che è enorme. Cioè la città è grandissima".

Come vivono Theo e Zoe a Riad: "Puoi comunque indossare una maglietta, non è vero quello che poi raccontano"
"Noi viviamo in un compound a Riad – spiega Zoe – Penso che lì sia normale vivere nei compound. Le persone straniere vivono nei compound, perché hai la vita un po' più semplice. Il compound è come una piccola città chiusa, dove tu ovviamente hai un sacco di servizi, dove ci sono vari tipi di case, appartamenti, ville, villette, case, e tu hai dei determinati servizi come supermercato, palestra, bar. C'è anche la scuola, però è una scuola che si può anche accedere dall'esterno, non solo per quelli che vivono nel compound. È quindi tipo un piccolo mondo dove tu puoi vivere, puoi girare come vuoi, perché ovviamente ci sono delle leggi diverse. Canottiera, pantaloncino, puoi andare anche in costume, è più una realtà europea all'interno di un Paese in cui la cultura è differente, in cui ci sono delle restrizioni. Fuori dal compound devi essere rispettoso. Puoi comunque indossare una maglietta, cioè non è vero quello che poi raccontano, perché quando poi sei lì e vivi le cose capisci che le persone comprendono che tu non sei della loro cultura, quindi anche loro ti rispettano. Ovvio che devi avere un po' di decoro. Cioè, nel senso, se c'è scritto che le spalle devono essere coperte, devi coprire, altrimenti ti diranno con gentilezza di coprirti magari la spalla o magari evitare certi tipi di pantaloncini, ma tu puoi girare normale, hai una maglietta, un pantalone, non è vera questa cosa che devi andare in giro tutto coperto".
"È diventato un po' pesante, tutti i giorni le stesse cose. Però poi ti abitui, perché ci si abitua a tutto"
E tuttavia la compagna di Hernandez confessa che nella sua nuova vita le giornate sono pressoché tutte uguali: "Quando sono arrivata ero contenta, ho detto ‘wow, che figata' all'inizio. Perché comunque già non dover prendere la macchina per far qualsiasi cosa è stato proprio un'altra dimensione. Poi è diventato un po' pesante, nel senso un po' un limite. Dici ‘cavolo, tutti i giorni qua, cioè mi sveglio e tutti i giorni vedo le stesse cose?'. Esci e non te la fai la passeggiata ‘normale', te la fai lì. Quindi un po' per il tuo cervello è difficile accettare questa restrizione di questa vita così. Però poi ti abitui, perché ci si abitua a tutto, quindi devi anche cogliere il lato positivo delle cose. Io sono una persona che cerca di cogliere il lato positivo. Perché guardando il lato positivo delle cose, ho ritrovato quel tempo che magari non avevo per me. La vita è un po' più lenta".
Un cambio radicale di vita peraltro molto ben pagato, visto che Theo Hernandez ha un contratto con l'Al Hilal fino al 2028 che gli garantisce circa 20 milioni netti all'anno, con possibili bonus aggiuntivi fino a 3-5 milioni. Un aumento di stipendio mostruoso rispetto ai 5 milioni che percepiva al Milan.