Dopo la decisione di vietare l'accesso allo Stadium ai residenti in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, è atteso nelle prossime ore il comunicato ufficiale che tutti i tifosi stavano aspettando: Juventus-Milan, semifinale di ritorno di Coppa Italia, sarà giocata a porte chiuse. La decisione è maturata in seguito al vertice che si è svolto in Regione Piemonte questa mattina, dove il presidente Alberto Cirio ha di fatto confermato ciò che aveva precedentemente annunciato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all’8 marzo 2020, in luoghi pubblici o privati, a meno che non si svolgano ‘a porte chiuse’. Restano consentite le sessioni di allenamento, sempre ‘a porte chiuse".

Il decreto emanato da Conte, stabilisce inoltre "il divieto di trasferta organizzata dei tifosi residenti nelle regioni Lombardia, Emilia Romana e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona, per assistere a eventi e competizioni sportive che si svolgano nelle restanti regioni e province". Il cambio programma verrà reso ufficiale nel tardo pomeriggio, al termine di nuovi vertici in Regione programmati proprio per queste ore.

L'attesa per l'assemblea della Lega Calcio

Nell'assemblea straordinaria della Lega Calcio, in calendario per mercoledì prossimo, verranno inoltre prese le decisioni in merito alle partite rinviate nell'ultimo turno di campionato a causa del Coronavirus. Dopo le grandi proteste che si sono scatenate nelle ultime ore, il presidente Dal Pino sarà dunque chiamato a trovare un compromesso per cercare di placare le polemiche di chi ha visto il campionato falsato dall'emergenza Coronavirus. L'ipotesi più accreditata per il recupero di Juventus-Inter potrebbe essere quella di far giocare le due squadre il 9 marzo. "Sarebbe una soluzione di buon senso", ha fatto sapere l'amministratore delegato nerazzurro Beppe Marotta.