Juve a lavoro per il nuovo portiere: Neto il preferito ma ci sono dieci profili sul tavolo

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L’infortunio di Grabara riapre il mercato degli svincolati: alla Juventus sono arrivati una decina di profili per la porta. Tra esperienza e conoscenza dell’ambiente, Neto sembra avere un elemento in più: il brasiliano ha già incassato il gradimento della dirigenza e di Spalletti.

La Juventus è costretta a tornare sul mercato dopo l‘infortunio di Kamil Grabara. La società bianconera deve fare i conti con questa emergenza e al più presto deve individuare una soluzione tra i portieri svincolati e una decina di giocatori hanno fatto arrivare il proprio curriculum alla società bianconera. Tra i profili valutati ci sono nomi con esperienza internazionale e vecchie conoscenze della Serie A, ma uno in particolare sembra aver raccolto consensi trasversali: Norberto Neto.

L'estremo difensore brasiliano, oggi 37enne, conosce già l'ambiente della Vecchia Signora e non avrebbe bisogno di un lungo periodo di ambientamento. Il suo entourage lo ha proposto alla Juventus proprio dopo lo stop di Grabara e la candidatura è finita sul tavolo della dirigenza.

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L'idea avrebbe incontrato il gradimento di Luciano Spalletti, che non mette in discussione il valore di Carlo Pinsoglio, ma preferirebbe avere una soluzione ulteriore a disposizione per affrontare una stagione che presenta diversi impegni ravvicinati.

Neto, un ritorno alla Juventus dieci anni dopo

La storia di Neto alla Juventus è legata inevitabilmente a quella di Gianluigi Buffon. Il brasiliano arrivò a Torino nell'estate del 2015, dopo l'esperienza alla Fiorentina, con il compito di rappresentare una garanzia alle spalle del capitano bianconero. E proprio Buffon, nel marzo 2016, dopo aver stabilito il record di imbattibilità in Serie A, gli riconobbe pubblicamente un ruolo importante all'interno del gruppo, sottolineandone la capacità di trasmettere tranquillità alla squadra.

Era una Juventus profondamente diversa da quella attuale, costruita attorno a campioni affermati e reduce da un ciclo straordinario culminato anche con due finali di Champions League. Per Neto, però, quello scenario significò inevitabilmente vivere gran parte della propria esperienza alle spalle di Buffon.

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Neto alla Juventus.

Anni dopo, il portiere avrebbe raccontato di non essersi sentito pienamente considerato durante la parentesi torinese. Una sensazione espressa anche pubblicamente ai tempi del Valencia, quando spiegò di non aver percepito fiducia a Torino e di aver progressivamente perso entusiasmo. Una posizione alla quale Allegri aveva replicato ricordando quanto fosse complicato trovare spazio con Buffon davanti.

Oggi, però, lo scenario sarebbe completamente diverso. Neto è senza contratto e, secondo quanto filtra, sarebbe disposto anche a ridimensionare sensibilmente le proprie richieste economiche pur di tornare a vestire la maglia bianconera. Il curriculum del brasiliano rappresenta uno degli elementi che lo distinguono dagli altri candidati. Dopo la Juventus ha giocato in Spagna, quindi in Premier League con il Bournemouth, prima di trasferirsi in Brasile al Botafogo. In precedenza aveva costruito la propria reputazione italiana soprattutto con la Fiorentina.

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Neto in azione.

La Juventus cerca un portiere capace di inserirsi immediatamente e di garantire affidabilità in un momento particolare. L'assenza di Grabara apre infatti una necessità temporanea, ma non secondaria: nei prossimi mesi la squadra dovrà affrontare campionato, Europa League e Coppa Italia.

Il problema non riguarda soltanto il ruolo di secondo portiere. Anche la situazione di Michele Di Gregorio, con le sue esigenze di gestione, rende utile avere maggiore profondità nel reparto. Per questo la società sta prendendo in considerazione una soluzione che possa offrire esperienza e disponibilità immediata.

Gli altri nomi: dalla Serie A all'estero

Neto non è comunque l'unico profilo arrivato sulla scrivania della Juventus. Il mercato degli svincolati ha prodotto una lista piuttosto ampia e tra i nomi valutati compaiono diversi portieri con alle spalle esperienze importanti. Tra questi ci sono Alessio Cragno, Bingourou Kamara, Jérôme Onguéné, Bruno Varela e Sergio Rico, quest'ultimo già preso in considerazione con particolare attenzione. Nella lista figura anche Adam Stejskal, classe 2002, reduce dall'esperienza da titolare al WSG Tirol e in passato avvicinatosi alla nazionale della Repubblica Ceca.

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Alessio Cragno.

Un altro candidato è Asmir Begovic, veterano del ruolo e già conosciuto da alcuni protagonisti dell'attuale area tecnica juventina. Nel 2020 fu infatti Massara a portarlo al Milan come alternativa a Donnarumma. La sua esperienza internazionale rappresenta uno degli elementi che lo rendono una candidatura concreta per una squadra alla ricerca di una soluzione a breve termine.

La scelta nelle mani della Juve

La Juventus si trova quindi davanti a una decisione che dovrà tenere insieme esigenze tecniche ed economiche. L'obiettivo è trovare un portiere pronto all'uso, senza appesantire eccessivamente il monte ingaggi e senza alterare gli equilibri di uno spogliatoio che ha già i propri gerarchie.

Neto, da questo punto di vista, parte con un elemento particolare: conosce già cosa significhi essere il portiere della Juventus. La differenza rispetto al 2015, però, è sostanziale. Non ci sarebbe più Buffon davanti a lui e non si tratterebbe di programmare un percorso di crescita alle spalle di un'icona del calcio mondiale. Sarebbe un ritorno inatteso, quasi dieci anni dopo. E soprattutto una soluzione nata da un'emergenza che potrebbe riaprire una porta che sembrava ormai chiusa.

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