Il Liverpool è una corazzata che in Premier League non ha rivali: ha un vantaggio abissale sul Manchester City, è già qualificato alla prossima edizione della Champions e questa sera andrà in campo da campione in carica negli ottavi di finale contro l'Atletico Madrid. Alla vigilia della sfida di Coppa Jurgen Klopp prova ad allentare la pressione sui Reds escogitando un vecchio trucco: guardare (e parlare) in casa d'altri. Lo ha fatto due giorni fa, quando ha ammesso che se c'è una favorita per la vittoria del Trofeo a Istanbul quella è la Juventus (salvo dire a distanza di 24 ore che il Paris-Saint Germain pure è da temere).

Il tecnico tedesco è andato oltre e dopo essersi scusato con Maurizio Sarri ("non ho detto quelle cose per mettergli pressione né per fare giochetti psicologici") ha aggiunto un altro spunto di riflessione parlando dei bianconeri. Una sorta di "gufata" per i tifosi della "vecchia signora" oppure la testimonianza diretta della percezione che c'è all'estero del campionato italiano nonostante da un decennio a vincere il titolo sia sempre la Juventus.

Ho detto semplicemente che non mi spiegavo come mai la Juve, con l'organico a disposizione, non sia in testa con 10 punti di vantaggio – ha ammesso Klopp -. Poi ho visto la partita tra Lazio e Inter e ho capito qual è la ragione… Sono loro la causa di una distanza così ridotta in classifica. L'Inter che è di nuovo lì a lottare e la Lazio che sta facendo una stagione incredibile. Non volevo mettere sotto pressione Maurizio, lo rispetto troppo.

Simpatico. Così Sarri ha definito Klopp. Lui ha gradito il "complimento", sorriso e poi concesso alla platea un'altra battuta delle sue.

Nessuno dovrebbe prendere la cosa troppo sul serio – ha aggiunto in conferenza stampa -. E poi la più grande favorita in qualsiasi competizione è il Paris Saint Germain… quindi adesso la pressione è tutta su di loro. Ma, se devo dirla tutta, non credo che bastino le mie parole per mettere pressione alle altre squadre.