Jayden Adams trovato morto a casa, la testimonianza: “Ci ho parlato giovedì, era pronto ad andare avanti”

Sembra impossibile che qualche giorno fa abbiamo visto Jayden Adams in campo nei Mondiali di calcio con la maglia del Sudafrica e adesso il centrocampista nato a Città del Capo 25 anni fa non c'è più. Una morte improvvisa, avvenuta in circostanze non chiare o comunque non rese note, con la famiglia che ha chiesto di non cercare di saperne di più, fermandosi sull'uscio del rispetto di un dolore così grande. "Era davvero positivo, felice di essere tornato a casa dopo il torneo", dice chi ci aveva appena parlato. E tuttavia media e social sudafricani parlano di un atto volontario da parte di Adams, che si sarebbe tolto la vita nella propria abitazione.
Cosa si sa della morte improvvisa di Jayden Adams
Quello che si sa è che il corpo del calciatore è stato trovato privo di vita a casa sua in un quartiere nel centro di Città del Capo nella mattinata di sabato. La polizia ha aperto un'indagine di routine per morte improvvisa e le circostanze sono ancora sotto investigazione, il silenzio della famiglia racconta probabilmente il resto.
Chi aveva parlato recentemente col nazionale sudafricano: "Era positivo, voleva stare con la famiglia"
L'unica a parlare è stata una portavoce della famiglia, che ha raccontato la chiacchierata fatta con Adams appena due giorni fa: "In questo momento è tutto ancora molto fresco, è tutto ancora doloroso – ha premesso – La famiglia non vuole essere contattata adesso, non sarebbero in grado di rispondere a nessuno. Questa perdita ha distrutto tutti: era appena tornato dai Mondiali e poi è arrivata questa notizia…".

"Ho parlato con lui giovedì – ha continuato la donna – Jayden era davvero positivo, felice di essere tornato a casa dopo il torneo. Era pronto ad andare avanti, sapendo cosa lo aspettava: dopotutto era il campione della Champions League. Non sprecava tempo, voleva stare a casa con la sua famiglia. Quindi in questo momento non ho nemmeno le parole per dirlo, ma vi chiediamo di rispettare la privacy della famiglia. Posso confermarvi che se n'è andato e nessuno se lo aspettava".
Adams al culmine della sua carriera, ma col dolore nel cuore per la morte della nonna
Il riferimento alla Champions League africana, vinta a maggio da Adams col suo club, il Mamelodi Sundowns (che nella doppia finale aveva avuto la meglio sui marocchini del FAR Rabat), fa capire come il giovane calciatore fosse all'apice della sua carriera, consacrata dalla convocazione per i Mondiali con la nazionale sudafricana. Un momento bellissimo, diventato da sogno quando i ‘Bafana Bafana' avevano raggiunto la storica qualificazione per la prima volta ad una fase a eliminazione diretta di un Mondiale, battendo la Corea del Sud nell'ultima partita del girone, prima di perdere nei sedicesimi dal Canada per il gol di Eustaquio nei minuti di recupero.
E tuttavia nell'animo di Adams in quei giorni c'era tanto dolore, a causa della morte della nonna Marianna, deceduta a 72 anni il giorno prima della partita del girone contro la Repubblica Ceca, giocata il 18 giugno e finita 1-1. Jayden aveva saputo la notizia poche ore prima della gara, ma aveva giocato lo stesso da titolare, venendo sostituito a metà secondo tempo. La nonna era poi stata sepolta il 27 giugno, mentre lui era ancora negli Stati Uniti con la nazionale. La vicenda lo aveva segnato profondamente.
La notizia della tragica fine di Adams ha avuto un'eco grandissima in Sudafrica, è intervenuto anche il presidente del Paese Cyril Ramaphosa per ricordarne la figura di giovane campione. Il centrocampista si era affermato con lo Stellebosch FC, club in cui aveva militato dal 2020 al 2025, prima di spiccare il volo prendendosi un posto di rilievo sia nel Mamelodi Sundowns, una big del calcio sudafricano, che nella nazionale. Ora restano solo le lacrime di chi lo piange: la famiglia, gli amici e un Paese intero.