22 Dicembre 2021
21:12

Inzaghi ha sete di rivincita: “Io me lo ricordo cosa si diceva ad agosto”

Simone Inzaghi si gode la sua Inter campione d’inverno e sempre più in vetta dopo la vittoria sul Torino ma non dimentica lo scetticismo iniziale nei suoi confronti.
A cura di Marco Beltrami

Non poteva chiudere il 2021 nel migliore dei modi l'Inter di Simone Inzaghi. Contro il Torino ai nerazzurri è bastato un gol di Dumfries per blindare ulteriormente il primato in classifica e quel titolo di Campione d'inverno già in cascina. Ora appuntamento all'anno nuovo per una squadra che nonostante la rivoluzione estiva e un periodo di iniziale e fisiologico rodaggio sotto la nuova gestione tecnica, è riuscita a ridurre il gap da chi la precedeva, accumulando anche un buon vantaggio.

È il momento di gioire ed essere orgogliosi per Simone Inzaghi, con la sua Inter che chiude l'anno con il primo posto in campionato e la qualificazione agli ottavi di Champions dove troverà il Liverpool a febbraio. Solo applausi dunque per la formazione campione d'Italia, anche se l'erede di Conte non dimentica quanto si diceva ad inizio annata con le perplessità legate al nuovo corso, dopo anche le cessioni di due pezzi da 90 come Lukaku e Hakimi: "In me c'era grandissima speranza quando sono arrivato all'Inter. Ho conosciuto il gruppo e avevo grandissima fiducia. Ora fa comodo a tutti dire che l'Inter è una corazzata. Ma io ricordo che ad agosto i giudizi non erano questi. Sia da stimolo per i ragazzi".

Ci ha sempre creduto insomma Inzaghi. Anche quando le cose andavano così e così, il tecnico riceveva indicazioni importanti dai suoi. E le sue previsioni del momento si sono rivelate azzeccate, con le tappe che sono state onorate: "Fin dalle prime partite aldilà dei distacchi, della stanchezza, della Champions che è innegabile dire che è un pensiero forte. Sapevamo che potevamo perdere qualche punto in campionato e così è stato, ma ho dei ragazzi meravigliosi e in un mese e mezzo abbiamo recuperato il gap e accumulato vantaggio. Ero fiducioso perché la squadra sin dall’inizio è stata molto bene in campo. C’era del distacco, ora siamo contenti ma sappiamo che ci sono tante insidie ed è lunga".

Adesso però proprio senza dimenticare quanto si diceva ad inizio stagione, non bisogna abbassare la guardia. L'Inter d'altronde ha saputo tenere botta già contro il Torino, formazione che a Milano se l'è giocata a viso aperto: "Noi dobbiamo guardare in casa nostra. La testimonianza del campionato che affrontiamo è la partita di stasera. Il Torino è decimo in classifica ma ci ha creato problemi è venuto a giocarsi a Milano una partita coraggiosa e quindi sappiamo che aldilà degli scontri diretti, tutte le partite che si vanno ad affrontare sono molto insidiose".

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