Infantino e Ceferin denunciati alla Corte Penale Internazionale per aver “legittimato l’occupazione della Palestina”

Diverse organizzazioni internazionali hanno presentato un esposto alla Corte Penale Internazionale (CPI) contro i presidenti della FIFA e della UEFA, Gianni Infantino e Aleksander Ceferin. Le accuse riguardano la presunta “legittimazione dell’occupazione della Palestina” attraverso la partecipazione alle competizioni ufficiali di club israeliani con sede negli insediamenti nei territori palestinesi occupati.
La denuncia, depositata lunedì scorso, è stata promossa da un gruppo di organizzazioni tra cui Irish Sport for Palestine, Scottish Sport for Palestine, Just Peace Advocates, Sport Scholars for Justice in Palestine ed Euro-Med Human Rights Monitor.
Secondo i firmatari, i vertici delle due istituzioni calcistiche avrebbero concorso in presunte violazioni dello Statuto di Roma, ipotizzando forme di complicità in crimini di guerra e contro l’umanità.

Al centro dell’esposto vi è l’inclusione, nei tornei organizzati sotto l’egida della federazione israeliana, di squadre che operano in insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale. Le ONG sostengono che FIFA e UEFA non solo ne permettano la partecipazione, ma garantiscano anche sostegno finanziario e strutturale, contribuendo così – secondo l’accusa – a normalizzare la presenza civile israeliana nei territori contesi.
FIFA e UEFA denuncia alla CPI per i club negli insediamenti israeliani
I promotori dell’iniziativa ritengono inoltre che tale situazione produca una disparità di trattamento nei confronti della popolazione palestinese, che non avrebbe accesso paritario alle attività sportive negli stessi territori. Nell’esposto si afferma che i presidenti delle due organizzazioni fossero a conoscenza delle contestazioni sollevate da organismi internazionali e associazioni per i diritti umani, ma non avrebbero adottato misure correttive.
Le accuse includono anche il presunto sostegno politico fornito, a livello istituzionale, per garantire la permanenza della Israel Football Association nelle competizioni internazionali senza modifiche alla situazione dei club contestati.

I legali che hanno presentato la denuncia definiscono l’iniziativa un’occasione per la Corte di pronunciarsi sul ruolo delle grandi federazioni sportive globali, considerate soggetti privati con funzioni di rilevanza pubblica e con un peso economico comparabile a quello di interi Stati.
Al momento non risultano commenti ufficiali da parte di FIFA o UEFA in merito alla denuncia.