La Juventus si rilancia nella corsa Champions, Andrea Pirlo può respirare e godersi il doppio successo su Napoli e Genoa, ma in casa bianconera tiene banco il malumore di Cristiano Ronaldo, con tutto quello che si porta dietro in termini di dubbi circa il futuro del matrimonio tra la Vecchia Signora e il 5 volte vincitore del Pallone d'Oro.

Ronaldo, 36 anni compiuti a febbraio, ritiene di essere ancora nel suo prime time – i 25 gol in 27 partite di campionato parlano per lui – laddove invece la squadra bianconera non sarebbe da lui considerata alla sua altezza, o comunque non funzionale alla vittoria, soprattutto in Europa, vero tarlo dell'ex madridista.

Ecco dunque il nervosismo mostrato domenica durante Juve-Genoa, per nulla nascosto ad uso di telecamere, affinché tutto il mondo sapesse che vincere e mantenere il terzo posto in classifica non è esattamente quello che basta a far felice Ronaldo, men che meno se è rimasto all'asciutto e non ha potuto allungare il vantaggio su Lukaku nella classifica dei marcatori.

I rimbrotti fatti ai compagni nel corso dei 90 minuti sono poi stati seguiti al fischio finale dal lancio della maglietta, un gesto poco sereno e brutto a vedersi, anche se poi è stato fatto sapere che il destinatario era un raccattapalle che aveva chiesto in precedenza il prezioso cimelio e lo ha raccolto dal prato dello Stadium.

Il ragazzo si è dunque portato a casa la maglia numero 7 di Ronaldo, ma anche un rimprovero da parte della Juventus. I raccattapalle, infatti, sono scelti a rotazione dalle giovanili bianconere e devono sottostare a un preciso regolamento: non possono chiedere la maglia ai calciatori. Motivo per il quale il ragazzo è stato rimproverato dal club bianconero.

Una sgridata probabilmente messa in conto dal raccattapalle: troppo imperdibile l'occasione di ricevere direttamente da Cristiano Ronaldo la sua ‘camiseta' della Juve. E pazienza se non era di ottimo umore…