Il pullman del San Paolo sequestrato dalla polizia, trasportava 86 kg di sostanze stupefacenti
Il San Paolo ha dovuto fare i conti con una disavventura particolare al suo arrivo in Bolivia per affrontare il Bolivar negli ottavi della Copa Sudamericana. L'autobus della compagnia Buses Cosmos avrebbe dovuto gestire la logistica della squadra, accompagnandola in hotel e poi in aeroporto, è stato sequestrato dalla polizia perché trasportava 86,5 kg di sostanze stupefacenti al suo interno.
Gli agenti dell'Unità Mobile di Pattugliamento Rurale hanno rinvenuto la marijuana durante un controllo di routine al posto di blocco di Locotal. A bordo non c'erano ancora i giocatori che stavano aspettando in aeroporto per essere prelevati: il bus aveva già il logo del club all'esterno, ma è stato fermato immediatamente costringendo il San Paolo a trovare una soluzione di emergenza per i suoi spostamenti.
Sequestrato il bus del San Paolo: trasportava marijuana
La squadra brasiliana aveva noleggiato il bus per i suoi spostamenti in Bolivia, ma i piani della società sono andati all'aria quando il mezzo è stato sequestrato dalla polizia che ha ritrovato al suo interno oltre 80 kg di marijuana durante un controllo di routine dei bagagli. All'interno c'erano solo i tre autisti, che sono stati immediatamente arrestati: gli agenti hanno scoperto quattro sacchi di iuta contenenti pacchetti a forma di mattone contenenti le sostanze stupefacenti, nascosti nella cabina. Le immagini diffuse dai giornali locali sono surreali perché il mezzo riportava già i colori e lo stemma della squadra, mentre davanti posano i militari con i sacchi ritrovati all'interno.
I giocatori non erano mai saliti su quel mezzo perché nel momento del sequestro erano in un'altra città, a Santa Cruz de La Sierra, e non avevano idea di cosa potesse attenderli. Il San Paolo infatti non è stato avvertito dalle autorità locali, ma ha scoperto l'accaduto dai media locali e gli è stato offerto un pullman sostitutivo per gli spostamenti per rimediare all'inconveniente. La compagnia di trasporti ha negato ogni coinvolgimento, sottolineando che la responsabilità ricade sui tre autisti arrestati al momento del sequestro.