LInter ha vinto il 19° Scudetto della sua storia con una cavalcata che ha annichilito tute le sue avversarie e i nerazzurri sono tornati a indossare la corona di “campioni d’Italia” dopo undici anni dall’ultima volta. Un percorso iniziato lo scorso anno con l’arrivo di Antonio Conte sulla panchina del club meneghino, che ha sbaragliato la concorrenza con un girone di ritorno pazzesco e ha spodestato la Juventus dopo nove anni di dominio. Sono tanti i protagonisti di questa vittoria e, nonostante sia sempre difficile dare dei voti per un percorso così lungo e difficile, ecco il pagellone finale dell’Inter per la stagione 2020-2021.

Samir Handanovic. 8. Negli anni dei fallimenti è sempre stato uno dei migliori e nel secondo anno da capitano alzerà la coppa dello Scudetto, nonostante qualche momento di incertezza. Il suo valore è fuori discussione, sia come portiere che a livello umano. Numero  1.

Milan Skriniar. 8. Lo scorso anno era rimasto ai margini e dopo un difficile inizio di stagione, anche a causa del Covid, il difensore slovacco è diventato uno dei perni dell’Inter dello Scudetto. Insuperabile.

Stefan de Vrij. 8,5. Abilissimo nella costruzione del gioco, intelligente nelle fase difensiva: il vero ministro della difesa nerazzurra. Professore.

Alessandro Bastoni. 8. Il calciatore che è migliorato di più sia dal punto di vista tecnico-tattico che della personalità. I tifosi dell’Inter ricorderanno per diverso tempo il suo assist a Barella nella vittoria a San Siro contro la Juventus. Prospetto.

Danilo D’Ambrosio. 7. Sempre presente nei momenti delicati della stagione. Soldato.

Matteo Darmian. 7,5. Arrivato in sordina e con lo scherno di chi non riusciva a capire il suo acquisto, l’ex Parma e Manchester United si è fatto trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa e ha firmato anche due reti fondamentali per la vittoria del titolo. Sorpresa.

Aleksandar Kolarov. 4,5. Era arrivato con grandi aspettative ma dopo le prestazioni poco convincenti della prima parte di annata ha perso sempre più posizioni nelle gerarchie di Conte. Bocciato.

Achraf Hakimi. 8,5. La freccia nerazzurra. Inarrestabile.

Ashley Young. 6. Poco impiegato rispetto allo scorso anno ma uomo importante nel gruppo e per le rotazioni sulla corsia sinistra.

Roberto Gagliardini. 7. Sempre nel radar del tecnico Conte, si è sempre fatto trovare pronto quando chiamato in causa e sul tricolore nerazzurro arrivato dopo 11 anni c’è anche la sua firma.

Stefano Sensi. 6. Stagione condizionata dai tanti infortuni ma le sue qualità sono indiscutibili.

Arturo Vidal. 5. Doveva essere l’uomo in più della mediana dell’Inter ma della sua annata si ricorderà solo il gol alla Juventus. Pesano tanto gli errori in Champions e una condizione fisica sempre precaria. Rimandato.

Marcelo Brozovic. 8,5. Calciatore cardine del centrocampo nerazzurro, con tutte le sue sfaccettature positive e negative. Uomo ovunque.

Nicolò Barella. 9. La “longa manus” di Antonio Conte in campo: stesso carattere e stesso atteggiamento del suo allenatore, grande applicazione e una straordinaria crescita sotto il punto di vista mentale.

Christian Eriksen. 8. Messo da parte all’inizio, il danese è diventato fondamentale nel 3-5-2 col doppio playmaker e la sua qualità è stata decisiva sia nella fase di costruzione che in zona goal. È ancora al 50-60%. Revenant.

Ivan Perisic. 8. Sembrava pronto a partire di nuovo ma poi è riuscito a ritagliarsi lo spazio in un ruolo non suo. Il calciatore croato è diventato determinante per l’Inter grazie al suo miglioramento tattico, che unito alla sua fisicità e alle sue qualità offensive ha portato soluzioni in più al gioco nerazzurro. Jolly.

Alexis Sanchez. 7,5. Dopo aver risolto i problemi fisici che lo hanno tormentato tutta la passata stagione, il Nino Maravilla ha contribuito con la sua qualità e le sue giocate allo Scudetto. II suo primo in Italia. Dodicesimo uomo.

Romelu Lukaku. 9. Leader totale.

Lautaro Martinez. 8,5. Ha fatto gol in tutti i modi ed è diventato più importante nell’economia del gioco, per i suoi compagni e per il partner d’attacco. Un Toro tutto d’oro, e con ampi margini di miglioramento, per l’Inter scudettata.