Storie di MaGiCa, storie di Napoli da scudetto. Antonio Careca ha approfittato della pausa del calcio mondiale per lasciarsi andare ai ricordi, di quando in azzurro faceva innamorare milioni di napoletani insieme a Maradona e Giordano, in una squadra affamata di gloria e di successi. Erano gli anni d'oro del club partenopeo, fatti di tricolore e coppe, dove imperversava il mito di Diego ma anche di un gruppo straordinario di giocatori votati al sacrificio e al successo.

Tra questi, il brasiliano è stato uno dei principali artefici di quegli anni sotto il Vesuvio, tra il 1987 e il 1993, sei stagioni di gloria in cui si è cimentato il rapporto con il club, i tifosi e la città che dura tutt'oggi. Così Careca ha ricordato i momenti più belli non lesinando anche qualche aneddoto di mercato che lo ha visto protagonista all'apice della carriera.

Il patto di ferro con Diego

Era il 1988, Antonio Careca stava affrontando la seconda stagione con il Napoli. Arrivato nell'estate del 1987 all'ombra del Vesuvio, per 4 miliardi di lire al San Paolo. Sulle spalle l'attaccante brasiliano aveva una stagione da protagonista, come vice capocannoniere della Serie A al debutto assoluto nel campionato italiano, con 13 reti all'attivo alle spalle di Diego Armando Maradona. In un Napoli che stava prendendo coscienza di sè: arrivò il successo in Coppa Uefa e per Careca, come per gli altri azzurri si spalancarono le porte del paradiso. Furono gli anni dello scudetto e della Supercoppa Italiana.

Decisi di andare al Napoli semplicemente per un motivo: poter giocare insieme a Maradona. Lo decisi all'ultimo, lasciai la numero 9 a Giordano, il compagno più forte con cui abbia mai giocato. Durante la seconda stagione in azzurro mi contattò il Milan pronto ad acquistarmi ma decisi di rifiutare. Avevo stretto un patto con la città e con Diego, rinnovai per altri quattro anni

IlNapoli di oggi tra Mertens e Milik

Tempi che furono, di un Napoli che stenta a ritrovarsi. Oggi gli azzurri stanno vivendo una seconda eta dell'oro, ma i successi sono inferiori, le difficoltà maggiori, le avversarie più strutturate e agguerrite. Sia in Italia come in Europa. Eppure per Careca, anche questo Napoli nato dalla gestione Mazzarri per esaltarsi prima con Benitez poi con Sarri, ha qualità importanti che hanno segnato la storia del club: "Mertens rispetto a Bruno è più tecnico, fornisce assist, gli piace giocare dietro le punte, svariare. Ma con tutto il rispetto, Giordano era molto più completo. Milik? Mi piace, lo considero un giocatore molto intelligente"