Il Napoli si rilancia con quattro gol a Monza, ma contro la Juventus servirà molto di più

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Gli azzurri costruiscono il successo nella ripresa. Gol di Hojlund, Politano, Rafa Marin e De Bruyne. Zona Champions a -6, domenica la sfida a Torino. Lobotka, brutto infortunio.

Quattro gol. Tre punti in tasca. Quarto posto adesso distante "solo" 6 punti. Con la vittoria di Monza (1-4), il Napoli accorcia le distanze in campionato, rosicchiando punti al Milan e agganciando quella Juve che (battuta a Marassi dal Genoa) affronterà nel prossimo turno di campionato in una sorta di spareggio da ultima spiaggia per dare un sterzata alla stagione. Hojlund, Politano, Rafa Marin e De Bruyne gli autori delle reti che hanno domato i brianzoli. Non tutto oro, però, quel che luccica: il risultato è sì meritato, costruito nella ripresa con cinismo, ma quanti rischi corsi nel primo tempo.

Però il Napoli è anche questo: una squadra che, a vederla sulla carta, t'impressiona e t'illude che, tutto sommato, può essere competitiva per stare lassù, nelle primissime posizioni. Poi dai un'occhiata a come sta in campo e vacilla ogni certezza. Perché di certezze questa formazione proprio non è in grado di offrirne. Non sa difendersi, non riesce a farlo. Che tenga un blocco basso oppure provi ad alzare il baricentro l'esito è sempre lo stesso. E lo hanno capito anche gli avversari. Un gol (o anche di più) lo prende sempre.

Il copione è identico a tante altre occasioni: i partenopei vanno in vantaggio, creano buone occasioni per raddoppiare ma non chiudono, alla prima disattenzione (o su errore di posizione di un calciatore) sono puniti. Varela (che ironia della sorte proprio i campni hanno messo nel mirino) lo castiga appena può. Milinkovic-Savic si oppone alla grande al primo tentativo poi nulla può quando l'attaccante ruba tempo, spazio, opportunità per lo stacco e la mette dentro di testa sul palo lontano. Tutto a una manciata di minuti dalla prima frazione.

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Allegri (in tribuna per squalifica) guarda e fa una smorfia. Amarezza su amarezza, manda giù anche il boccone indigesto dell'infortunio a Lobotka che abbandona il campo in barella (e con le mani sul viso) per un preoccupante incidente di gioco: la caviglia destra gli resta sotto in un contrasto con Mangas. Lacrime, dolore: è una maledizione per gli azzurri che si rompono un poco alla volta. Prende una boccata d'ossigeno (e tira un sospiro) quando Politano estrae dal cilindro un altro dei suoi colpi a sorpresa. È un lampo all'alba del secondo tempo che rimette le cose a posto e offre al Napoli la possibilità di giocare in contropiede, provando a sfruttare i vuoti lasciati dai padroni di casa. Lo fa con Lang che serve a Hojlund una palla ghiotta: il danese fa tutto bene poi la piazza male e manca il colpo del ko. Che sofferenza. E che rabbia.

Poi arrivano, l'una dietro l'altra, la spizzata di testa di Rafa Marin (primo gol stagionale) e il tocco perfetto di De Bruyne sotto porta. La mazzata è dura per il Monza, trafitto nella ripresa dopo 45 minuti in cui a tremare era stata la squadra di Allegri. La nuttata non è (ancora) passata ma almeno quella di Monza regala un sonno tranquillo. Per adesso, perché nel prossimo turno c'è la Juve.

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