Dries Mertens mancava come l'acqua e la vittoria contro il Benevento è un sorso di fiducia. Sua la rete che ha dato la stura alla vittoria, perfezionata con il raddoppio fortunoso di Politano. Servivano i tre punti per non perdere contatto dalla zona Champions e sono arrivati a margine di una prestazione di buon livello rispetto a quelle balbettanti degli ultimi tempi. La nota stonata? Il doppio giallo di Koulibaly che si fa ammonire in maniera abbastanza ingenua: rosso e squalifica in arrivo, salterà il Sassuolo. Il rientro del belga in cima all'attacco del Napoli segna (forse) la fine della lunga camminata nel deserto degli azzurri, costretti ad arrangiarsi alla meglio a causa degli infortuni che hanno decimato il reparto avanzato.

Prima Osimhen, poi l'ex Psv, Petagna e Lozano (l'uomo spacca partita che aveva: tutti finiti ko per acciacchi di natura differente lasciando a Gennaro Gattuso il compito di fare fuoco con la legna che ha. S'è visto in Europa League, quando è toccato addirittura a Politano vestire i panni del ‘falso 9': è stato uno dei momenti peggiori e più difficili della stagione. È tornato ‘Ciro' (il nomignolo che i tifosi partenopei hanno dato alla punta) e il gioco della squadra, come per magia, ha preso un'altra piega: niente più passaggi in orizzontale, pallone giocato troppo dal basso e attaccanti che – spalle alla porta – si sfiancano e perdono lucidità. Quella verticalità che finora era mancata s'è vista con maggiore continuità, confidando che il successo nel derby coi sanniti faccia davvero da linea spartiacque con il passato recente.

Un gol, un passaggio chiave, un tiro in porta e tanto lavoro (anche sporco) là davanti: Mertens c'è e fa sentire la sua presenza (18 nel complesso i tiri dei campani, di cui 9 dentro l'area, 5 nello specchio della porta e altrettanti bloccati). Un'arma in più per il futuro prossimo quando, a marzo, il Napoli sarà chiamato ad affrontare un trittico di gare decisive: Milan, Roma e il recupero con la Juventus dopo Sassuolo e Bologna. Non c'è tempo per tirare il fiato ma con il belga in condizione migliore tutto cambia.

Mertens protagonista ma c'è un altro calciatore che nella sfida contro il Benevento ha dato segnali incoraggianti. È Faouzi Ghoulam, il laterale mancino che per Sarri valeva uno schema. L'algerino, fermato a lungo per un duplice infortunio alle ginocchia, s'è ripreso a fatica. Quanto sia mancato un calciatore del suo livello è stato palese: sulla corsia mancina il Napoli non è mai riuscito a trovare un elemento che fosse in grado di garantire tecnica, fisicità, capacità di effettuare tagli e suggerimenti per i compagni, affondare il colpo e allargare la trama degli avversari come fosse un apriscatole. Nove cross, due passaggi chiave e 75 palloni toccati scandiscono la prestazione dell'algerino che era una colonna della squadra di Sarri. È tornato anche lui. Un altro pezzo del mosaico. Un altro compagno di trincea per dare l'assalto al quarto posto. Null'altro è rimasto, oltre all'orgoglio.