Il Napoli ha rispettato i protocolli Covid dopo la mancata partecipazione alla partita di campionato contro la Juventus. Cade così anche l'ultimo dubbio sul comportamento tenuto dalla società partenopea a ottobre scorso che alimentò polemiche e avviò il doppio procedimento: da un lato la giustizia sportiva, che portò a sanzioni durissime ribadite anche in Corte d'Appello (sconfitta a tavolino per 3-0, punto di penalizzazione in classifica); dall'altro gli ispettori della Figc che vennero spediti nel quartier generale dei campani per fare luce si eventuali irregolarità commesse in concomitanza delle comunicazioni delle Asl.

La Procura della Figc archivia l'indagine sul Napoli

Dopo aver visto accolto il ricorso dinanzi al Collegio di Garanzia del Coni e ribaltate le sentenze federali, arriva così un altro verdetto importante che riabilita l'immagina del Napoli. La società del presidente, Aurelio De Laurentiis, seguì le disposizioni dell'autorità sanitaria senza esercitare alcun tipo di pressione nei confronti della stessa. È questo che emerge in buona sostanza dalla decisione presa dalla Procura della Federcalcio: Giuseppe Chinè, magistrato del Consiglio di Stato e neo procuratore generale, ha disposto l'archiviazione (condivisa nella giornata odierna dalla Procura generale dello Sport del Coni) dell'indagine che era stata aperta sulla società partenopea per presunte irregolarità commesse dalla società partenopea.

Esaminata la documentazione acquisita nel corso dell’attività inquirente – è quanto si apprende dall'agenzia di stampa Ansa, che menziona fonti della Procura – e ritenuto che non vi siano elementi tali per procedere a contestazioni disciplinari e sostenere l’accusa, abbiamo ha disposto l’archiviazione del procedimento.

Cosa rischiava il Napoli? Qualora fosse stata riconosciuta una violazione del protocollo, i partenopei sarebbero stati sanzionati con un’ammenda pecuniaria non superiore a 30 mila euro.