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Il comportamento antisportivo di Pavlovic e Tomori sul rigore sbagliato da Stanciu diventa virale

I gesti e le reazioni sopra le righe dei due difensori non passano inosservate in un momento molto “caldo” della partita per il rischio di una beffa clamorosa.
A cura di Maurizio De Santis
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Le reazioni di Strahinja Pavlovic e Fikayo Tomori in occasione del rigore del Genoa al 95° sono figlie della frustrazione e della paura del Milan che ha rischiato di subire una beffa tremenda a San Siro. Il comportamento di entrambi non è certo esempio di fair-play ma rientra nel corredo accessorio di agonismo estremo e reazioni sopra le righe dettate dall'adrenalina e dal sangue che ribolle nelle vene considerata la posta in palio. Cosa hanno combinato? L'uno s'è messo a zappare il terreno aiutandosi con la punta della scarpa e i tacchetti. L'altro ha esultato in faccia a Stanciu che ha sbagliato il penalty spedendo la palla in curva.

Pavlovic e il vecchio trucco del dischetto "arato"

Mentre l'arbitro era accerchiato e il VAR confermava la massima punizione per i rossoblù, Pavlovic ha approfittato della poca malizia mostrata dai liguri in situazioni del genere, quando i giochi mentali e gli espedienti del mestiere tornano molto utili così da tenere a bada i trucchi degli avversari. I calciatori del Genoa si lasciano distrarre dalle proteste e mostrano tutti i limiti sulla gestione di momenti così delicati: non fanno blocco ma restano sparpagliati con le spalle alla porta, non ci mettono "garra", dimenticano di proteggere il compagno di squadra, Stanciu, che ha preso sì la palla ma è oggetto dei tentativi di disturbo da parte degli avversari, né fanno attenzione al vecchio escamotage da giocatore "old school" che mette in atto il difensore del Milan. Il centrale rossonero va sul dischetto del rigore e zappa la zolla, struscia più volte con vigoria i tacchetti su quella porzione di prato che vale una partita intera. È il classico gesto sporco (o furbata che dir si voglia) compiuto con la "cazzimma" – come si dice in gergo – di chi è disposto a tutto pur di salvare il risultato.

L'esultanza provocatoria di Tomori dopo l'errore di Stanciu

Stanciu sa che Maignan è un para rigori e cerca di sorprenderlo con un tiro sotto la traversa. Ma il calciatore del Genoa sbaglia tutto: postura, traiettoria, potenza del tiro. Va sul dischetto e manda in Curva quella palla che scotta, lasciando sul prato di San Siro due punti pesanti, che sarebbero serviti come il pane nella lotta salvezza. Lui si dispera, Tomori che gli è corso affianco reagisce d'istinto, abbandonandosi a una forma di esultanza discutibile: gli grida in faccia tutta la propria soddisfazione per aver fallito la conclusione. Non è da prendere a esempio ma quell'atteggiamento fa parte delle "cose di campo" che capitano quando passi dalla disperazione e dal timore di perdere tutto alla gioia rabbiosa di averla scampata per il rotto della cuffia. Del resto, lo stesso Tomori un po' aveva sulla coscienza il rigore assegnato al Grifone perché sopraffatto dall'avversario nella corsa avendogli lasciato la possibilità di arrivare in area, sulla linea di fondo, in una zona pericolosa senza riuscire a contrastarlo a sufficienza.

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