Il calciatore che venne licenziato due volte. Sembra un titolo da film ma quello che sta accadendo tra il Brescia e Mario Balotelli è tutto vero. Il tiro alla fune tra società e calciatore ha fatto registrare l'ennesimo sussulto nelle ultime ore. Cosa è successo? Nessuna "balotellata", nessun malore improvviso né questa volta al giocatore è stato impedito di accedere al centro sportivo. Destò scalpore il divieto imposto al giocatore per quel "pasticciaccio brutto" di certificati medici e mail non pervenute in orario.

Nella buca delle lettere l'ex attaccante della Nazionale ha trovato una raccomandata dal contenuto poco piacevole, a conferma di come il rapporto sia talmente logoro che augurarsi la fine della stagione può solo sollevare entrambe le parti. Ognuno per la propria strada senza rimpianti.

La rescissione del contratto avverrà in caso di retrocessione ma il club s'è portato avanti. Il documento fatto pervenire al calciatore in queste ore è una sorta di avviso di sfratto, qualcosa di molto simile a una lettera di licenziamento: il club gli ha notificato il diritto di recedere dall'accordo nell'ipotesi di mancata permanenza in Serie A. Perché proprio adesso? La scelta della tempistica non è casuale e rappresenta l'ennesimo strappo tra le parti: la scadenza prevista inizialmente era fissata per il 30 giugno ma la pandemia da Covid-19 e la ripresa posticipata del campionato hanno finito col dilatare anche i tempi della contrattualistica almeno per questa stagione.

Onde evitare ricorsi o contenziosi presentati per vizio di forma, le "rondinelle" hanno deciso di rispettare le scadenze originarie. Messaggio chiaro, semmai ce ne fosse stato bisogno: anche se le matematica lascia qualche possibilità e alla fine del torneo manca ancora un buon numero di partite il tempo per Balotelli è finito. Formalmente il calciatore resterà in rosa fino al termine della stagione ma, di fatto, è da considerare fuori dai ranghi.