Alessandro Bastoni non ha fatto neanche in tempo a prendere confidenza con la maglia azzurra che si è trovato subito al cospetto di un mostro sacro. Alla sua seconda presenza in Nazionale, pochi giorni l'esordio nell'amichevole contro l'Estonia, si è ritrovato ad affrontare la Polonia di Robert Lewandowski, il centravanti più forte del mondo in questo periodo storico. E la sua prestazione, in coppia con Acerbi, è stata di quelle da ricordare: il numero 9 polacco è stato di fatto annullato e reso inoffensivo per tutti i 90 minuti. L'ennesima conferma dello spessore tecnico di Bastoni, ormai titolare inamovibile dell'Inter, difensore già di grandissima affidabilità ad alti livelli. Il futuro dell'Italia.

Quello che pensa anche Leonardo Bonucci, a giudicare dal modo in cui ha accompagnato Bastoni verso la sua prima partita ufficiale in azzurro. Costretto alla defezione a causa di problemi fisici, il difensore della Juve ha voluto dare fiducia al proprio compagno di Nazionale con un gesto semplice ma di grande impatto: gli ha lasciato il suo numero e gliel'ha comunicato facendogli trovare la maglia numero 19 direttamente all'interno degli spogliatoi. Lo ha raccontato lo stesso Bastoni, emozionato, nel post-partita ai microfoni della Rai.

Non me l’aspettavo. Sono arrivato nello spogliatoio e mi sono trovato la maglia numero 19. Mi ha mandato in missione per fare la sua 100esima partita con la maglia azzurra e spero di essere stato all’altezza.

Bastoni, nel lungo duello con Lewandowski, è stato protagonista anche di un incontro molto ravvicinato con l'avversario, che nel corso del primo tempo l'ha colpito con una gomitata punibile anche con il cartellino rosso. Bastoni l'ha ricordato con un sorriso nel corso dell'intervista, avendo lo stesso Lewandowski a pochi metri di distanza.

Mi ha preso sulla mandibola. Non si è scusato, in realtà si è pure lamentato. Ora ce l’ho qui di fianco ma lo lascio stare, per anzianità.