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Hojlund e Politano ribaltano il Lecce: Napoli, che fatica! Paura per Banda, ha un malore in campo

Gli azzurri ribaltano il risultato nella ripresa (2-1) e conquistano una vittoria importante per piazzarsi tra le prime quattro. Paura per Banda: crolla in campo nel finale, va in ospedale.
A cura di Maurizio De Santis
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Il Napoli fa il compitino ma gli basta per vincere contro il Lecce. Gioca veramente una ventina di minuti nella ripresa e ribalta il risultato che già a leggerlo (0-1) fa strabuzzare gli occhi. Hojlund e Politano (autore di gol e assist) gli autori delle reti che ribaltano l'incontro (2-1) dopo l'ingresso nel secondo tempo di McTominay e De Bruyne. Non è un caso che una squadra fino allora lenta, macchinosa, priva di idee abbia ritrovato un po' di smalto, concentrazione, agonismo. E non c'è molto altro da elogiare in un match che, almeno per tutta la prima parte, è stato davvero brutto, farraginoso, inaccettabile. Ma tant'è… prendi i punti e scappa verso la Champions.

Banda, che spavento. Nel finale il calciatore del Lecce crolla sul terreno di gioco per un malessere (sospetto dolore al petto). Conte si accorge di cosa è successo e richiama l'attenzione degli arbitri. Il direttore di gara ferma la partita e lascia che entrino i medici dello staff. Sul Maradona cala il silenzio assoluto. Il calciatore viene soccorso e, cosciente, trasportato in ospedale per controlli. Il club salentino fa sapere che sta bene, è vigile ma deve sottoporsi a controlli.

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Come si può definire il primo tempo del Napoli? Stucchevole per l'approccio: da una squadra che lotta per un posto in Champions ti aspetti che, dinanzi al proprio pubblico, vada in campo con gli occhi della tigre e la bava alla bocca; invece si presenta distratta e si lascia sorprendere addirittura su calcio d'angolo. Siebert (al primo gol in Serie A) aveva scommesso una cena ed è stato felicissimo di doverla pagare ai compagni. Quello che gli era sembrato un azzardo, ha scandito il tonfo dei padroni di casa. Incapaci di alzare il ritmo e cambiare passo: la squadra di Conte, che manda a scaldare McTominay e De Bruyne, è la brutta copia di sé, lenta e compassata nella manovra, fa esattamente quel che più piace ai pugliesi che non devono faticare molto per tenere il controllo della situazione.

E che rischi in contropiede o da calcio d'angolo: sì, capita anche questo… ma è l'esatta fotografia dell'ottima prova disputata dalla formazione di Eusebio Di Francesco che lascia il possesso palla ai partenopei (inutile, perché macchinoso e senza sviluppo dl gioco) e dà tutto. Ma non è solo tutto corsa e furore, c'è anche intelligenza tattica per il modo in cui viene ingabbiato (raddoppiato e anche triplicato) Alisson Santos e per come sugli esterni non ci siano sbocchi. Al centro, Hojlund è stretto nella morsa dei centrali. E tutto quel che fa il Napoli è solo una gran confusione.

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La sveglia arriva (finalmente) in avvio di ripresa. Il Napoli va subito in pressione e trova il pareggio con Hojlund (innescato da un perfetto rasoterra di Politano). Entrano McTominay e De Bruyne per dare un po' di brio alla manovra e qualcosa in effetti cambia. Piano piano la squadra di Conte alza i giri e la qualità delle giocate e trova anche il raddoppio con Politano (bellissimo il tiro a volo di sinistro). Poi s'arrangia come può: un po' punge in contropiede e un po' soffre. In un modo o nell'altra porta a casa 3 punti d'oro per la Champions.

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