Tornare a Cuba, l'isola di Fidel Castro e Che Guevara che lo aveva accolto quando il suo cuore matto aveva bisogno di riposo e lui di di riabilitarsi per liberarsi dalle dipendenze che lo hanno logorato. Vedere (finalmente) riunita tutta la famiglia. Erano questi gli ultimi desideri di Maradona. Prima della morte, sopraggiunta a causa di un arresto cardio-respiratorio, avrebbe voluto rendere omaggio a quella terra che gli aveva dato rifugio, preservandone la grandezza, e agli affetti più cari, tra cui Diego junior (nato dalla relazione con Cristiana Sinagra) e Benjamín Agüero, il figlio di Giannina frutto del rappoprto con il "Kun".

El Diez è morto alle 13.02 quando in Italia erano da poco passate le 17. Tre ore prima, verso le 10, aveva accusato un malore. Accanto a lui, tra le persone di fiducia, c'erano Maximiliano Pomargo e Johnny Espósito: sono stati loro a chiamare il dottore Leopoldo Luque, l'avvocato Matías Morla e le figlie (Dalma, Gianinna e Jana). Verso mezzogiorno la situazione è precipitata fino a quando non ha esalato l'ultimi respiro.

L'ex Pibe de Oro sembrava aver superato anche l'ennesimo colpo alla sua salute: l'operazione alla testa alla quale si era sottoposto a causa di un ematoma subdurale cronico sul lato sinistro. Si era trasferito nel quartiere di San Andrés, una zona residenziale che in pochi possono permettersi: era diventato il suo ‘buen retiro' dopo essere uscito dalla Clinica Olivos. Le sue condizioni di salute sono progressivamente peggiorate – come raccontato dal quotidiano argentino Clarin -.

Ansioso, depresso e angosciato, così è stato descritto negli ultimi giorni di una vita perennemente in bilico tra eccessi e talento. Nel 2000 i medici che lo ebbero in cura per un overdose di cocaina gli diagnosticarono una riduzione del battito cardiaco del 38% per l'abuso di farmaci. Accadeva vent'anni fa e da allora il suo fisico è stato sottoposto a ogni forma di stress, fino a quando il cuore non ha retto più.