Diego Armando Maradona è morto. Il mondo del calcio piange per la morte del più grande di sempre. Come il 30 ottobre, giorno in cui è nato il Pibe de Oro, è diventato un giorno cardine nella storia del calcio. Lo diventa in automatico anche il 25 novembre, giorno in cui Diego se n'è andato. Un giorno maledetto per il mondo del pallone, perché in questa data quindici anni fa morì George Best, altro straordinario campione. E in questa data è morto anche Fidel Castro, politico cubano che è stato legato da grandissima amicizia a Maradona.

Maradona aveva 60 anni ed è morto a causa di un arresto cardiaco. Lascia un grande vuoto. Si dice sempre così, quasi per tutti, ma in questo caso è vero. Il mondo dei social a tutto tondo lo sta omaggiando, lo ricordano i compagni e gli avversari del tempo, i campioni di oggi che forse lo hanno visto solo nei video. Perché la sua grandezza è stata tramandata e lo sarà per sempre. L'Argentina ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Napoli piange, molti appassionati sicuramente a breve andranno a rivedere alcune immagini delle perle di Diego, che è morto il 25 novembre, un giorno che era già triste per il mondo del calcio.

Il 25 novembre è morto anche George Best

Perché in quel giorno del 2005 morì George Best, uno dei più grandi calciatori della storia. Anche Best è stato formidabile, un fenomeno, che spesso è stato definito, pure lui come Maradona, un maledetto. Perché la sua vita è stata segnata oltre che da gol, trofei, record e primati anche da tante situazioni extra calcio particolari. Best viene ricordato anche per questa frase: "Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e automobili". Era molto di più di questa frase, ma era pure questo.

Il profondo legame con Fidel Castro

Oltre vent'anni fa Diego Armando Maradona rischiò la vita, ebbe un serio problema cardiaco. Si operò, si riprese e passò l'intera convalescenza a Cuba, dal suo amico Fidel Castro, che conobbe nel 1987. Erano molto legati e lo sono stati per sempre. Anche Fidel è morto il 25 novembre, era il 2016. Il giorno successivo alla morte del politico di Cuba Diego disse:

Per me è stato come un secondo padre. Mi ha aperto le porte di Cuba quando in Argentina molte cliniche non mi volevano. Ho avuto con lui un rapporto unico. Gli devo molto. Gli ho parlato della mia malattia, mi ha consigliato moltissimo. Ho avuto con lui un rapporto di amicizia unico che non credo abbiano avuto altri.