Gli arbitri votano per eleggere il presidente dell’AIA, come funziona: tre candidati e l’ombra del ricorso di Zappi

Immagine
Sabato 10 ottobre 2026 l’Associazione Italiana Arbitri sceglie il nuovo presidente tra Francesco Massini, Carlo Pacifici e Daniele Lo Cicero. Per vincere al primo turno serviranno 476 voti, ma sulla consultazione pesa il ricorso dell’ex numero uno Antonio Zappi al TAR del Lazio.

L’Associazione Italiana Arbitri torna al voto per eleggere il proprio presidente, in una fase segnata da tensioni interne e da una vicenda giudiziaria che potrebbe avere ripercussioni anche dopo la chiusura delle urne. Sabato 10 ottobre 2026 saranno 950 gli aventi diritto chiamati a scegliere chi guiderà l’organizzazione arbitrale, con tre candidati in corsa e una soglia precisa da raggiungere per evitare il ballottaggio.

La partita per la successione si intreccia con il caso di Antonio Zappi, ex presidente dell’AIA, che dopo le decisioni della giustizia sportiva ha deciso di rivolgersi al TAR del Lazio. Il procedimento amministrativo apre un’incognita sul futuro dell’associazione: un eventuale accoglimento delle richieste cautelari potrebbe infatti incidere sugli effetti dei provvedimenti contestati e alimentare nuove contestazioni sulla legittimità degli atti successivi alla sua decadenza.

Immagine
Antonio Zappi.

Per ora, tuttavia, le elezioni restano confermate: l'attenzione si concentra sul meccanismo di voto, sulla distribuzione dei delegati sul territorio e sui numeri necessari per conquistare la presidenza.

I tre candidati alla presidenza dell’AIA

La corsa alla guida dell’associazione mette a confronto tre profili con esperienze differenti all’interno del mondo arbitrale.

  • Francesco Massini, attuale reggente dell’AIA, chiamato a raccogliere il consenso necessario per proseguire alla guida dell’organizzazione.
  • Carlo Pacifici, già presidente dell’associazione prima dell’elezione di Zappi, che punta a tornare al vertice.
  • Daniele Lo Cicero, vicepresidente del Comitato Regionale Arbitri della Toscana, terzo candidato in una competizione che si preannuncia decisiva per gli equilibri interni.

La consultazione arriva dopo una stagione complicata per l’AIA, che si trova nuovamente a scegliere il proprio vertice in un contesto caratterizzato da cambiamenti e contenziosi. Il risultato determinerà la nuova guida politica dell’associazione, ma non necessariamente chiuderà tutte le questioni aperte sul piano giudiziario.

Come funziona il voto: 950 aventi diritto e una soglia di 476 preferenze

L’assemblea elettiva sarà composta da 950 aventi diritto, ripartiti tra diverse componenti dell’organizzazione arbitrale. Secondo i dati riportati alla vigilia della consultazione, la platea comprende 206 presidenti di sezione, 733 delegati regionali e 11 rappresentanti tra dirigenti e benemeriti.

Immagine
Carlo Pacifici.

Il peso dei territori sarà determinante: la Lombardia è l’area con il maggior numero di votanti, con 122 rappresentanti, davanti al Piemonte, che ne conta 77; mentre all’estremo opposto si colloca il Comitato Provinciale Autonomo di Bolzano, con sette aventi diritto. Considerando la suddivisione per macroaree, il Nord dispone di 336 rappresentanti, il Centro di 323 e il Sud di 291. Numeri che rendono evidente quanto la distribuzione territoriale possa incidere sugli equilibri della competizione.

Per conquistare la presidenza al primo turno, un candidato dovrà ottenere 476 voti, la metà più uno dei 950 aventi diritto. Non sarà quindi sufficiente arrivare davanti agli avversari: servirà raggiungere la maggioranza assoluta richiesta per chiudere subito la partita.

Immagine
Daniele Lo Cicero.

Se nessuno dei tre contendenti supererà questa soglia, si passerà al ballottaggio tra i due candidati che avranno raccolto il maggior numero di preferenze. Nel secondo turno, l’elezione sarà determinata dalla maggioranza dei voti validamente espressi, secondo le regole previste per la consultazione. La votazione si svolgerà attraverso una procedura telematica, con l’assemblea convocata alle 9.30 di sabato 10 ottobre.

Il ricorso di Zappi e il rischio di una nuova battaglia giudiziaria

Mentre i candidati si contendono i consensi, sullo sfondo resta la posizione di Antonio Zappi. L’ex presidente è stato sanzionato con 13 mesi di squalifica dagli organi della giustizia sportiva, nell’ambito della vicenda relativa alle presunte pressioni nei confronti di Ciampi e Pizzi per favorire Rosario D’Onato. Anche quest’ultimo, secondo le informazioni riportate nella ricostruzione della vicenda, ha successivamente perso il proprio incarico.

Dopo le decisioni del Tribunale Federale Nazionale, della Corte Federale d’Appello e della Corte di Giustizia presso il CONI, Zappi ha scelto di proseguire la propria iniziativa davanti alla giustizia amministrativa, presentando ricorso al TAR del Lazio: la richiesta comprende una misura cautelare, con l’obiettivo di ottenere una sospensione prima della decisione sul merito. L’udienza viene indicata all’inizio del 2027, ma l’esito del procedimento resta da stabilire.

Immagine
Francesco Massini.

È proprio questo il punto che rende la consultazione particolarmente delicata. Un eventuale provvedimento favorevole a Zappi potrebbe riaprire il confronto sulla legittimità degli atti adottati dopo la sua decadenza e sulle conseguenze per gli organi dell’associazione ma questo non significa che le elezioni saranno automaticamente annullate: eventuali effetti dipenderanno dal contenuto della decisione del TAR e dai provvedimenti che dovessero seguirne.

L’AIA, organismo inserito nel sistema federale della FIGC, si trova così davanti a una doppia partita: da una parte la scelta del nuovo presidente attraverso il voto degli arbitri, dall’altra l’attesa per una controversia che potrebbe continuare a influenzare gli equilibri istituzionali anche nei prossimi mesi. Sabato 10 ottobre 2026 sarà il responso delle urne a indicare il nuovo vertice. La vicenda giudiziaria, invece, potrebbe richiedere ancora tempo prima di arrivare a una conclusione.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views