Gigi Buffon: “Uno sconosciuto si avvicinò: ‘Ho ancora il lavoro grazie a te’. Volevo piangere”

Gigi Buffon definisce la sua avventura come massimo azionista della Zucchi come il peggior investimento della sua vita, visti i tanti milioni (oltre 20) che ci ha rimesso complessivamente fino alla cessione del controllo dell'azienda a un fondo francese una decina di anni fa. E tuttavia quest'operazione fallimentare dal punto di vista economico è vissuta dall'ex portiere della Juventus e dell'Italia come un successo morale, per aver protetto centinaia di famiglie permettendo loro di conservare il posto di lavoro.
Buffon ne parla a ‘Smash & Cash', un podcast che ha come tema il denaro: "Il mio più grande errore negli investimenti? Una perdita grossa l'ho fatta quando avevo rilevato la Zucchi, che era un'azienda tessile che era già in difficoltà, anche per il settore. Allora eravamo entrati, avevamo portato finanza nuova e tutto quanto, abbiamo fatto un anno e mezzo-due di lavoro e ho avuto secondo me la sfortuna che la mia persona di riferimento dopo cinque o sei mesi gli è stato diagnosticato un male incurabile. Nel giro di sei-sette mesi se l'è portato via e io mi sono ritrovato praticamente da solo con questa azienda sulle spalle".

Il 48enne campione carrarino entrò nel capitale della Zucchi nel 2009, acquistando una partecipazione iniziale superiore al 2% per un valore di circa 350-400mila euro. Da lì iniziò una scalata negli anni successivi accrescendo le sue quote societarie, con l'investimento di decine di milioni tramite aumenti di capitale e finanziamenti. Buffon arrivò a controllare oltre il 56% di un'azienda che continuava a essere in grave crisi, con ricavi in calo, perdite accumulate per circa 40 milioni, debiti bancari oltre 85-100 milioni, fino ad arrivare alla richiesta di concordato preventivo in bianco per ristrutturarsi.
Infine nel 2016 Gigi cedette il controllo della Zucchi al fondo francese ‘Astrance Capital', che ne rilevò la maggioranza operando un aumento di capitale da 10 milioni. L'operazione consentì di ristrutturare i debiti e evitare il fallimento immediato. Buffon ha sempre dichiarato di aver investito non solo per profitto, ma per salvaguardare posti di lavoro. Principio tenuto saldo negli di crisi, resistendo alle pressioni per tagli pesanti del personale o cessioni aggressive a fondi speculativi.

Un impegno che lo ha ripagato con un episodio che non potrà mai dimenticare, dopo che aveva salvato l'azienda con un ultimo immane sforzo: "Nella difficoltà del momento c'era un'ultima tranche che avrei dovuto onorare per salvare l'azienda oppure avrei potuto rinunciare facendo fallire l'azienda e io, pur sapendo che la situazione stava andando male, ho voluto ugualmente onorare quella tranche. E non era una tranche da 100mila euro… Ho avuto la coscienza di dire: ‘Ci sono tanti lavoratori, ci sono tante famiglie dietro, ci sono tante persone che bene o male a questa azienda tengono e con questa azienda portano a casa il loro pane'. Ho detto: ‘Io ci rimetterò, ci sto rimettendo, ci rimetto, però poi son convinto che tanto i soldi li rifarò'. Perché io sono sempre convinto di questa cosa, anche se li perdo sono convinto che poi in un modo o in un altro li riesco a fare. E quindi ho detto: ‘Tu devi essere una persona che quando vai in giro devi sempre avere la testa alta'. Infatti pagai quella tranche e poi vendemmo l'azienda e ora l'azienda si sta riprendendo".
Buffon racconta poi l'incontro inatteso con uno sconosciuto che lo ripagò di tutti i sacrifici fatti con una moneta che non si può toccare, la riconoscenza: "Un giorno sono in un autogrill con un mio amico, mi si avvicina una persona, mi guarda e mi fa: ‘Ciao Gigi'. Ho detto: ‘Ciao'. Mi dice: ‘Io non sono della Juve'. Ho detto: ‘Vabbè, è uguale, siamo dell'Italia'. ‘Ti volevo dire una cosa, io sono un dipendente di Zucchi e ti volevo ringraziare, perché io so che tu ci hai rimesso tanti soldi, ma so anche se ho ancora il lavoro grazie a te'. Io mi sarei voluto mettere a piangere, mi sarei potuto buttare sul pavimento dell'autogrill e piangere, perché per me è stata una soddisfazione eppure ci ho rimesso tanti soldi, ma non mi è fregato un cazzo. Trovare una persona che viene lì e ti ringrazia per la persona che sei, per quanto sei stato onesto, per quanto ti sei speso anche per gli altri, pur sapendo che quei soldi dell'ultima tranche erano buttati via, però alla fine mi fa piacere. E ti dà sicurezza per quello che sei come persona. Poi per quello che vali, lo dirà il tempo".