Gigi Buffon: “Per i playoff prendiamo carta e penna e scriviamo nomi, poi mi faccio la stessa domanda”

Qual è lo stato d'animo all'interno della Nazionale in vista dei playoff Mondiali contro l'Irlanda del Nord in programma il 26 marzo? Gigi Buffon ha spiegato come il gruppo Italia provi in tutti i modi a estraniarsi dal contesto per mantenere la serenità. Tutto passa anche attraverso alcuni metodi particolari che il capo delegazione azzurro e lo staff tecnico guidato dal ct Rino Gattuso adottano. Uno di questi prevede l'utilizzo di carta e penna.
Buffon fiducioso in vista dei playoff Mondiali
Buffon ne ha parlato nell'intervista a Il Messaggero, confermando come ci sia più fiducia che ansia in azzurro in vista degli spareggi. Questo perché è fondamentale restare lucidi anche nelle valutazioni, comprese quelle che porteranno alle convocazioni. L'ex portiere, con la schiettezza che lo contraddistingue, ha infatti chiarito: "Fiducia proprio totale. Per poter analizzare certi momenti, la prima cosa da fare è estraniarsi dal contesto e fare delle analisi come se tu fossi una persona terza. Trovare la lucidità per analizzare la situazione".
Questo prevede anche cose semplici semplici come sedersi a un tavolo e annotare dei nomi: "Prendiamo carta e penna e buttiamo giù i nomi della squadra dell'Italia: siamo un gruppo ultra competitivo per dei livelli superiori a quelli che possono essere uno spareggio, e quindi il sapere che andremo a giocare un playoff con gente come Donnarumma, come Dimarco, come Bastoni, Calafiori, Barella, Tonali, Retegui, Kean, Pio Esposito".

La solita domanda di Buffon
E quando Buffon fa questo, la domanda successiva è sempre la stessa: "Cavolo dico, come fa l'Italia a non passare? Cioè, faccio fatica. Poi magari potrà pure capitare per la terza volta. Però almeno arriverò lì in un modo sereno e so che questa è la verità. Poi il campo ci potrà smentire, perché lì può accadere tantissimo altro".
Serenità interna che stride un po' con l'apprensione che c'è all'esterno, legata ai due flop precedenti. Qualcosa infastidisce particolarmente Buffon: "Siamo entrati in quel loop lì un po' di negatività, siamo al tafazzismo. È come quando metti un'etichetta a qualcuno, senza approfondire e quell’etichetta resta per sempre, senza capire che nel percorso di una persona ci sono tanti cambiamenti. Chi fa le analisi deve approfondire, e comprendere se, nel corso del tempo, c’è stata qualche risposta differente".
L'attacco di Gigi Buffon ai negativi
Per questo ecco il messaggio chiarissimo: "Secondo me si dimostra di voler poco bene, ma non alla Nazionale, ma proprio alla nazione, perché alla fine il calcio non è solo un discorso sportivo per l'Italia, è un qualcosa che va oltre, ha molto più valore. E ora che abbiamo qualche difficoltà in più, uno ci dovrebbe sostenere, invece ci danno addosso. Questo mi dà fastidio, significa non volersi rendere conto di una realtà che è diventata più complicata rispetto al passato e che forse anche in quei tempi non era poi così bello come vogliamo credere. Io una delle mie migliori parate l’ho fatta con la Moldova. Pensa te, con la Moldova. Questo disfattismo o la voglia di creare sempre la polemicuccia non fa bene al nostro movimento, e non fa bene a nessuno".