Il cielo azzurro di Capri è stato colorato per qualche istante da una fumata grigia. Quella che ha prodotto l'incontro tra Aurelio De Laurentiis e Gennaro Gattuso, l'appuntamento fissato al termine della stagione – coincisa per il Napoli con l'eliminazione dalla Champions League – per discutere del rinnovo di contratto dell'allenatore. Il confronto è stato cordiale, ci si è ribadita fiducia reciproca, si è registrata sintonia anche sulle cifre messe sul tavolo per il prolungamento dell'accordo fino al 2023. Ma la firma del nuovo contratto non è ancora arrivata.

Questione di clausole e penali, quelle che De Laurentiis ama inserire nei suoi contratti – da tradizione – per tutelarsi (e tutelare il Napoli) in caso di interruzione anticipata dell'accordo. Come fu con Sarri, blindato dopo la prima stagione da un rinnovo che prevedeva una penale da 8 milioni da versare in caso di addio prima della scadenza del contratto. Quella che rese particolarmente tribolato il suo passaggio al Chelsea. Questo tipo di clausola non piace a Gattuso, che non avanza chissà quali pretese sul fronte economico rispetto all'attuale ingaggio (salirebbe da un milione e mezzo a due milioni in caso di rinnovo) ma non vuole essere penalizzato da cavilli così vincolanti. E il presidente, almeno per il momento, non ha ceduto su questo tema.

De Laurentiis e Gattuso si sono stretti la mano ripromettendosi di parlarne più in là, nel corso dei prossimi mesi. La priorità diventa la costruzione della squadra per la nuova stagione, altro tema affrontato nell'incontro tra giocatori da cedere e obiettivi di mercato. La volontà di proseguire insieme e rinnovare il contratto c'è, da entrambe le parti, ma intanto Gattuso comincerà il nuovo anno con un accordo in scadenza a fine campionato. Con tutte le incognite che può comportare.