Gasperini sul rosso di Wesley: “Non è la prima volta che il Como ha queste situazioni, le cercano”

Gian Piero Gasperini prima dice che "preferisce sorvolare" sull'espulsione di Wesley per somma di ammonizioni in Como-Roma, finita 2-1 per i lariani, poi quando sugli schermi di ‘Sky Sport' gli fanno vedere il secondo cartellino giallo mostrato dall'arbitro Massa all'esterno brasiliano – un giallo davvero molto dubbio per un contatto con Diao, su cui il VAR da protocollo non può intervenire – il tecnico giallorosso non si trattiene, aggiungendoci anche una bella dose di veleno per il Como e implicitamente per il suo allenatore Fabregas, accusati senza mezzi termini di cercare sistematicamente di ingannare gli arbitri.
Gasperini al veleno sul Como e chi lo guida: "Sono situazioni molto cercate, un po' troppo"
"Questo non è niente, si vede chiaramente che non entra neanche, si sposta addirittura – dice secco Gasperini, rivedendo l'azione che ha portato al secondo giallo e quindi al rosso per Wesley – Qua sicuramente cambia la partita, giocare in dieci… Non è la prima volta che il Como ha queste situazioni, sono situazioni anche molto cercate, un po' troppo. Però questo è diventato il calcio, lo sappiamo, si è già detto tante volte. Essendo noi coinvolti oggi, non è il caso di entrare nel merito, ho parlato in altri momenti".

Chiusa la questione arbitrale, Gasperini – che adesso si ritrova con la Roma al sesto posto, distanziata di tre punti dal Como che è quarto e di due punti dalla Juventus quinta – ha fatto comunque i complimenti alla squadra, non gettando la spugna per acciuffare la Champions: "Questi ragazzi stanno dando veramente il massimo, anche in una situazione di difficoltà. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni, Hermoso altrettanto. Non posso rimproverare nulla alla volontà e alla voglia di fare di questi ragazzi".
"Non ci sta girando bene ultimamente – ha continuato il tecnico di Grugliasco – Domenica a Genova c'era un rigore clamoroso per andare sul sul 2-1 per noi, poi abbiamo perso la partita. Oggi è successo qualcosa di simile. Dobbiamo reggere, perché in questi momenti è così. Il campionato è ancora lungo, ci sono ancora nove partite, quello che non siamo riusciti a raccogliere magari in queste ultime due giornate lo potremo raccogliere ancora tra aprile e maggio".
"Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina"
Successivamente, quando gli hanno riferito le parole di Fabregas sulla sua antisportività per non avergli dato la mano a fine partita ("ci vuole rispetto"), Gasperini ha rincarato la dose: "Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina".