Manolo Gabbiadini è pronto per tornare in campo. L'attaccante ha ripreso gli allenamenti di gruppo con la Sampdoria, dopo aver lottato e vinto in prima persona contro il Coronavirus. Le immagini di quei giorni difficili e delle bare portate via dai militari a Bergamo sono ancora negli occhi del centravanti, che è felice per la ripresa della Serie A. Ora la speranza è quella di contribuire alla salvezza della Serie A a suon di gol, anche se non sarà facile giocare senza il sostegno dei tifosi.

Manolo Gabbiadini sul ritorno in campo con la Samp e il nuovo calcio senza tifosi

Ai microfoni del canale Youtube ufficiale della Sampdoria, Manolo Gabbiadini ha raccontato le sue sensazioni in vista della ripresa della Serie A, dopo i mesi a dir poco difficili della sospensione: "Bello essere tornati tutti insieme sul campo, ed è quello che ci mancava di più, bello fare allenamento tutto insieme. Dopo uno stop così lungo dovranno essere bravi i preparatori e gli allenatori, ma anche noi che dobbiamo sentire i nostri muscoli, perché due mesi a casa sono stati tanti, ci vuole tempo e c'è perché si torna il 21". Gabbiadini è comunque pronto a scendere in campo con continuità, anche grazie all'esperienza maturata a Napoli: "Io a Napoli giocavo le coppe quindi si giocava ogni tre giorni, ed è un altro sport: viaggi sempre, non sei mai a casa, hai poco tempo per allenarti e quel poco tempo per allenarti e quindi l'allenamento è fondamentale, è molto difficile, ma ci stiamo preparando bene". 

Il nuovo calcio post Covid sarà senza tifosi. Una situazione difficile da digerire per i protagonisti dello sport più bello del mondo: "L'ultima partita è stata a porte chiuse ed è stata brutta. Anche quando entri in campo per il riscaldamento senti il boato, invece entrare e non trovare nessuno è brutto, non senti nessun è una brutta sensazione, spero che le cose migliorino e che qualche partita la faremo davanti ai nostri tifosi e dobbiamo essere pronti a giocare senza i nostri tifosi. Giocare in trasferta senza tifosi può essere un vantaggio per noi, ma sarà uno svantaggio quando giocheremo in casa. La salvezza va conquistata, siamo ancora in zona rossa, ma ci stiamo allenando molto bene e anche se non avremo il supporto dei tifosi sappiamo che ci saranno sempre".

Gabbiadini e il pensiero per la sua Bergamo

Grande entusiasmo e voglia di ripartire, ma anche la consapevolezza che sarà impossibile dimenticare quanto accaduto: "Ho avuto il Covid e so cosa si prova, per fortuna non ho avuto niente a chi è stato peggio di me, guardiamo avanti. Tra poco settimane saremo a Bergamo per giocare con l'Atalanta. Quella è la mia città e ogni volta che ci penso, dove sono nato e dove vivono i miei genitori, penso a quelle immagini delle bare che sono state portate dai militari. Ma li conosco e so quanto sono forti e sapranno uscire da questo momento".