Né Juventus (che lo cerca da tempo) né Inter (altre pretendente). Alla fine Federico Chiesa potrebbe rinnovare il contratto e restare almeno un altro alla Fiorentina. Ne è convinto il direttore sportivo, Daniele Pradé, che in conferenza stampa fa il punto della situazione sulle ultime scelte di mercato, in particolare quelle che riguardano l'attacco. È il reparto sottoposto al restyling maggiore con gli arrivi di Cutrone e Kouamé (anche se quest'ultimo è in riabilitazione dopo l'infortunio al ginocchio), l'esplosione di Vlahovic e l'attesa per il rientro di Ribery.

Manca un quinto elemento per il "pokerissimo", è l'ala della Nazionale tanto ambita in Italia e all'estero che nell'estate scorsa prese male il no del presidente, Rocco Commisso, alle trattative che lo riguardavano. Chiesa (22 anni) è vincolato da un contratto fino al 2022 (rinnovato per l'ultima volta a novembre del 2017) e ha un valore di mercato che sfiora i 60 milioni di euro. Per strapparlo alla viola, però, ne servirebbero un po' di più… la classica proposta indecente per far vacillare le certezze del club. La nuova firma preclude la cessione oppure è solo una tattica di mercato per elevare il prezzo? Sono entrambe ipotesi valide. Al momento, però, fanno testo le parole del diesse dei gigliati.

Il cambiamento di Federico è stato molto importante – ha ammesso il dirigente – adesso c'è maggiore complicità tra le parti. Tutto questo anche per il buon esito degli incontri con il tecnico, Iachini, e con il presidente. Il ragazzo ha capito quali sono i nostri progetti e dove vogliamo arrivare. Ci vedremo presto, gli investimenti della proprietà fanno la differenza.

Ultimo riferimento da parte di Pradé anche all'ingaggio di Kouamé, l'attaccante del Grifone bloccato da un infortunio al ginocchio: operato, adesso è sulla via della guarigione.

È un’operazione per l’anno prossimo – ha aggiunto Pradé – perché ogni società deve pensare al futuro. Sa attaccare molto bene gli spazi, segna di testa.