"L’essere bello, qualità di ciò che è bello o che tale appare ai sensi e allo spirito". Questa è la definizione di bellezza dell'enciclopedia Treccani. Si parla spesso di bellezza soggettiva, che dipende dal proprio senso estetico; e di quella oggettiva, sulla quale convergono un insieme di qualità rispondenti a determinati canoni. In questa seconda definizione possono essere inseriti, senza club dubbio, la maggior parte dei gol di Valerio Verre. Il calciatore romano della Sampdoria non è un titolare fisso ma ogni volta che è stato chiamato in causa da Claudio Ranieri si è fatto trovare pronto e ha raccolto 12 presenze, con 3 gol e 3 assist in 548′. Per un centrocampista offensivo il gol è importante e più si trova con facilità la via della rete e più cresce l'autostima. Verre non è mai segnato tantissimo nella sua carriera ma le sue reti sono quasi tutte di pregevolissima fattura.

Se andiamo a ritroso, possiamo notare come i 3 gol messi a segno in maglia blucerchiata sono tutti bellissimi e diversi tra loro ma con un comune denominatore: la grande qualità tecnica. Verre contro il Verona, nell'ultimo turno di Serie A, è stato protagonista del secondo gol del Doria con una fuga terminata con un tiro di sinistro a giro sul secondo palo della porta di Silvestri. La penultima rete del classe 1994 è arrivata nel derby col Genoa, con un missile di destro dal limite dell'area che si è infilato all'incrocio dei pali della porta di Marchetti. Il primo stagionale lo ha firmato a Firenze, lo scorso 02 ottobre, con un pallonetto delizioso su assist proveniente direttamente da rinvio (volontario?) del portiere Audero.

Tre gol, uno più bello dell'altro. Ma non è l'unico, anzi. Ci sono diverse marcature molto belle da parte di Verre che in città dove ha giocato, e rispettivi avversari, ricordano. Due rapidi esempi sono Pescara e Perugia. Nel capoluogo abruzzese Verre giocò due anni e realizzò 4 reti ma quella che ormai è parte della memoria storica del club è il tiro da 40 m nel ritorno della finale play-off contro il Trapani che sancì la promozione in Serie A. Altra perla, ma che non ha avuto stesso peso specifico, è quella realizzata con la casacca del Perugia contro l'Hellas Verona nella gara di ritorno della stagione 2018/2019. Controllo palla orientato, gestione destro-sinistro tra due avversari e conclusione non potente ma che passa tra le gambe di un avversario e beffa il portiere.

La carriera di questo 26enne ha visto il suo esordio con la prima squadra della Roma a 17 anni nella disgraziata serata contro lo Slovan Bratislava, gara che sancì l'eliminazione nei play-off di Europa League e durante la quale divento protagonista a sua insaputa di un audio tremendo che si diffuse tra i tifosi dopo il match ma, a distanza di anni, bisogna ammettere che non ne ha per niente risentito.

Valerio Verre sta continuando a lavorare per migliorare e nel post-partita di Verona ha affermato: "Ne faccio pochi, ma questo lo ricorderò a lungo. Il gol ha aiutato i compagni e questo è l’importante. Non importa se sia bello o brutto. Li posso anche fare brutti, purché siano tanti". Di una cosa possiamo essere sicuri dopo anni: se nel tabellino del match c'è il nome di Verre, 9 volte su 10 il gol sarà quasi sicuramente bello. Oggettivamente bello.