Adrien Rabiot torna in Italia e alla Juventus. Finisce oggi il tormentone sulla "diaspora" del centrocampista francese che lascia il romitaggio della Costa Azzurra e rientra in sede. Dovrà sottoporsi alla quarantena di due settimane – come previsto dalla legge – poi sarà a tutti gli effetti a disposizione dei Maurizio Sarri per la ripresa degli allenamenti collettivi. Nelle ultime ore aveva fatto molto discutere la reticenza del calciatore che, assieme a Gonzalo Higuain (volato in Argentina il 19 marzo scorso per stare accanto alla madre malata), era uno degli ultimi attesi.

Il tam tam delle polemiche ha accompagnato l'atteggiamento dell'ex Paris Saint-Germain, provocandone la reazione piccata. In una story su Instagram ha pubblicato post e messaggi che descrivono qual è lo stato d'animo e non gli siano piaciute le illazioni fatte sul suo conto. A cominciare dal chiacchiericcio sulle presunte manovre della madre, che vorrebbe spingerlo in Inghilterra (al Manchester United), fino al dissenso (sempre) presunto nei confronti della decisione del club di tagliare 4 mensilità a bilancio (in realtà 1.5, mentre le restanti 2.5 verrebbero spalmate nei prossimi anni).

"Quando ti rendi conto che è stato il tuo ultimo giorno di… sciopero", ha scritto Rabiot nella foto che lo immortala con espressione perplessa e un po' infastidita per quanto accaduto. Il centrocampista transalpino non perde occasione per individuare il "nemico" principale, lo stesso anche in Italia dopo l'esperienza nella capitale: i media e quella che – secondo lui – è stata (ed è) una cattiva informazione sul suo conto. Contro di loro si sfoga aggiungendo un'altra immagine nella story: una bottiglia di liquido altamente tossico dal quale stare alla larga e sulla quale c'è l'etichetta che accorpa giornali, tv e organi stampa in generale.