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La Juve punterà anche sugli algoritmi della personalità nella scelta dei giocatori: come funzionano

L’Ad della Juventus Damien Comolli non molla il suo metodo basato sugli algoritmi, anzi rilancia: “C’è un modo per analizzare scientificamente la personalità”. Come funziona.
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L'Ad della Juventus Damien Comolli insiste sulla strada degli algoritmi – da lui abbracciata da anni nella scelta dei calciatori – e spiega che l'approccio scientifico alla costruzione della squadra può arrivare a selezionare i profili giusti non solo sotto l'aspetto della tecnica, della componente atletica o dell'applicazione tattica, ma anche della personalità. Evitando insomma di mettersi in spogliatoio qualcuno che non ha la ‘testa giusta' nell'approccio alla professione o nel fare gruppo con i compagni, oppure che non possiede il coraggio talora richiesto quando le situazioni in campo diventano difficili.

Nessun passo indietro dunque da parte del 54enne francese, che al Tolosa – sua precedente esperienza prima che la scorsa estate approdasse alla Juventus – aveva dichiarato che tutte le decisioni erano prese "sulla base di dati e statistiche". Il metodo è stato portato pari pari in bianconero e tuttavia i risultati nel primo anno non sono stati quelli sperati, vista la stagione deludente della squadra che aveva iniziato male il campionato con Igor Tudor e lo ha concluso amaramente con Luciano Spalletti, restando fuori dalla Champions col sesto posto finale a 18 punti dall'Inter scudettata.

Joao Mario e Zhegrova con Igor Tudor a inizio stagione: due degli acquisti estivi della Juve
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Comolli e la Juve che verrà: "Gli algoritmi funzionano, abbiamo presentato nomi con la personalità giusta"

"Se sono sempre convinto dall'algoritmo? Una delle squadre che ha avuto più successo usa i dati, quindi vuol dire che funzionano – risponde con grande sicurezza Comolli a ‘Repubblica', riferendosi al Como e facendo capire quanto pesi il proprio ruolo nel calciomercato bianconero passato e futuroAbbiamo presentato dei nomi che anche il settore scouting apprezza, approva e pensiamo abbiano la personalità giusta".

Il dirigente transalpino svela di essersi confrontato proficuamente sul tema anche col confermato Spalletti: "Luciano mi ha chiesto se c'è un modo per analizzare scientificamente la personalità e io gli ho risposto di sì, in Europa c'è chi lo fa, per esempio valutando il linguaggio del corpo. Lui era molto incuriosito. Poi so che certi dati li puoi filtrare con un clic, ma c'è un aspetto mentale specifico per la Juve. Al Liverpool si basano totalmente sui dati, hanno conquistato tre finali di Champions ma quest'anno sono arrivati quinti: dipende anche da quello che senti tra testa, cuore e stomaco".

Quando gli si oppone che le cose non sono andate benissimo applicando questo metodo al mercato della Juve, Comolli spiega cosa è andato storto: "Non voglio cercare scuse, ma i nuovi acquisti erano stati presi per Tudor, poi con Spalletti è cambiato il tipo di gioco. I giocatori possono perdersi, è difficile passare da una cultura all'altra. Prenderemo svincolati? Se uno è a parametro zero tanto meglio, sennò lo paghiamo".

Spalletti con Comolli: continueranno a essere l’asse portante della Juventus
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Come funzionano gli algoritmi per valutare personalità e carattere di un giocatore

Ma gli algoritmi possono davvero ‘calcolare il carattere' di un giocatore? La transizione dei dati dalle prestazioni in campo (con la valutazione di elementi oggettivi come chilometri corsi, passaggi fatti, etc) alla psiche dell'atleta è la nuova frontiera dello scouting scientifico. Si tratta di psicologia comportamentale applicata ai dati.

L'analisi del linguaggio del corpo è materia di aziende specializzate nel vivisezionare le partite focalizzandosi esclusivamente sulle reazioni di un giocatore. L'algoritmo traccia situazioni come il comportamento  dopo un errore (si ferma a imprecare o rincorre subito l'avversario?), la postura e i gesti verso i compagni di squadra dopo un gol subìto (incoraggia o rimprovera?), il modo di atteggiarsi nei minuti finali di un match ad alta tensione (dà segni visibili di ansia o di leadership?).

Ma il ‘body language' non è l'unico modo di valutare aspetti diversi da quelli strettamente calcistici e che attengono invece mente e cuore. Anche le stesse statistiche sciorinate in partita possono ‘tradursi' in indicatori di fattori come ‘resilienza' e personalità'. I dati puri sul campo esprimono infatti anche tratti caratteriali. Ad esempio, un algoritmo può calcolare quanti passaggi rischiosi o verticali tenta un giocatore negli ultimi 16 metri quando la squadra è in svantaggio (chi non ha personalità tende a fare un passaggio laterale ritenuto più sicuro), e ancora se la percentuale di precisione dei passaggi o dei contrasti cala drasticamente nei big match rispetto alle partite contro squadre di bassa classifica.

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