Elia Caprile è diventato albanese, l’articolo 7 della FIFA può cambiare il suo futuro
Elia Caprile ha ricevuto la doppia nazionalità, non è più solamente italiano ma ha anche il passaporto albanese, grazie alla firma del presidente che ne ha concesso l'autorizzazione dopo la richiesta del portiere, oggi al Cagliari. Ma non è detto che l'estremo del club sardo possa vestire presto, e facilmente, la maglia della nazionale di Tirana perché le regole FIFA sul doppio passaporto sono stringenti, richiedendo requisiti che, ad oggi, Caprile, non ha: né parenti o avi albanesi, né una residenza nel Paese.
Il portiere ha ottenuto il passaporto albanese grazie al legame familiare con la compagna di origini albanesi, Emily Toshkollari. I due, pur non essendo ufficialmente sposati, fanno coppia fissa ormai da diversi anni e a novembre 2025 sono diventati genitori con la nascita del loro primogenito, Edoardo. Proprio Emily avrebbe proposto a Elia la possibilità di richiedere il nuovo passaporto che, Bajram Begaj, il Presidente dell'Albania, ha sottoscritto non senza un certa insistenza da parte della FSHF, la Federazione calcistica nazionale che ha spinto per accelerare le pratiche burocratiche nel tentativo di poterlo convocare nella selezione alla guida di Rolando Maran, salito alla carica di CT lo scorso 19 maggio.
Eppure, anche dopo aver ottenuto il documento Elia Caprile ad oggi difficilmente potrebbe giocare nell'Albania. La difficoltà non sta tanto nell'aver indossato in passato anche la maglia dell'Italia ma per una questione regolamentare propria della Fifa. È vero che Caprile è stato convocato nella Nazionale maggiore italiana ma non ha mai esordito, restando in panchina: è accaduto il 7 novembre 2025 per i match di qualificazione ai Mondiali contro Moldavia e Norvegia. Mentre ha collezionato 2 presenze contro il Giappone e il 24 marzo 2023 contro la Serbia in Under 21 che, però non pregiudica eventuali chiamate da altre nazionali maggiori.
Il vero ostacolo è costituito dall'articolo 7 del regolamento FIFA, secondo il quale avere il passaporto di un Paese non basta per poter giocare nella rispettiva nazionale. L'articolo in questione parla chiaro
Qualsiasi giocatore che […] desideri rappresentare una nuova associazione sulla base di una nazionalità acquisita, deve soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:
a) Il giocatore è nato nel territorio dell'associazione in questione;
b) La madre biologica o il padre biologico del giocatore sono nati nel territorio dell'associazione in questione;
c) La nonna o il nonno del giocatore sono nati nel territorio dell'associazione in questione;
d) Il giocatore ha vissuto continuativamente per almeno cinque anni nel territorio dell'associazione in questione, dopo aver compiuto i 18 anni di età.
La FIFA, infatti ciò che viene definito il "genuine link", cioè richiede un legame biologico o territoriale oggettivo. Il matrimonio o la cittadinanza per vie politiche spesso non soddisfano automaticamente questi criteri sportivi. E al momento è per questo che, malgrado il doppio passaporto, a Elia Caprile molto difficilmente verrà concessa la possibilità di vestire i colori dell'Albania.