La FIFA cambia l’articolo 27 del suo regolamento, ora nessun Trump potrà più intromettersi
Una delle macchie nere degli ultimi Mondiali è stato senza dubbio il caso Balogun. La grazia concessa al centravanti degli Stati Uniti dopo l'espulsione e annessa squalifica contro la Bosnia con la possibilità dunque di scendere in campo regolarmente negli ottavi contro il Belgio ha scatenato un terremoto. L'ingerenza politica certificata del presidente USA Trump non ha portato conseguenze visto che poi la nazionale a stelle e strisce è stata comunque eliminata, ma si è creato un pericoloso precedente che ha spinto la FIFA a rivedere il regolamento per far sì che una situazione del genere non si ripresenti. Il risultato è che il famigerato articolo 27 cambia.
Proprio questo infatti era stato il bandolo della matassa, visto che nel codice disciplinare del massimo organo calcistico c'era la possibilità da parte della Commissione FIFA di sospendere l'esecuzione di una sanzione precedentemente inflitta. All'epoca dei fatti il presidente della suddetta commissione in uno scarno comunicato aveva tirato in ballo proprio l'articolo 27 per sospendere la squalifica di Balogun che sarebbe stata invece automatica, consentendogli invece di guidare l'attacco degli USA. Facile capire quanto questa situazione abbia generato malumori visto che Trump in persona ha chiamato Infantino chiedendogli di rivedere la decisione definita un'ingiustizia. Da lì è nato un effetto domino che ha compromesso anche la posizione del massimo dirigente del calcio mondiale, con proteste reiterate da più parti e anche della stessa UEFA che ha definito il tutto "incomprensibile".
A distanza di tre mesi la Federcalcio del Belgio ha assicurato che qualcosa si è mosso e la FIFA, che è sempre stata vaga sulla vicenda, ha accettato di modificare l'articolo 27. Nella nota si legge chiaramente: "La FIFA ha sottolineato che tutte le decisioni vengono prese in modo indipendente dagli organi disciplinari", recita il testo. "A seguito di queste domande, la FIFA ha anche confermato che l'articolo 27 sarà modificato e che sta lavorando a una revisione del regolamento. La modifica proposta sarà sottoposta ad approvazione nella prossima riunione del Consiglio della FIFA. È stato inoltre stabilito che l'amministrazione della FIFA tornerà sulle circostanze specifiche del caso Balogun".
La modifica viene definita un "passo importante". Nel prossimo vertice di Doha verranno illustrate tutte le novità sull'argomento sempre all'insegna della massima trasparenza. Quanto accaduto infatti oltreoceano non può riproporsi visto che c'è in ballo la credibilità dell'intero movimento. Pascale Van Damme, presidente della Federazione belga e membro del Consiglio FIFA, si è mostrata fiduciosa: "Non vogliamo solo che le regole vengano adeguate, ma anche che ne venga chiarita l'applicazione. La trasparenza, la certezza del diritto e la buona governance devono costituire le fondamenta di ogni decisione presa all'interno del calcio internazionale". L'obiettivo è cercare di restituire l'immagine di una FIFA autonoma e non soggetta a possibili ingerenze economiche da parte dei "potenti". Con queste modifiche nessun Donald Trump o esponenti politici dei Paesi ospitanti potrà entrare a "gamba tesa".
Sistemata questa "falla" in termini di credibilità ora resta da approfondire il discorso relativo a Gianni Infantino. La presunta sudditanza mostrata verso Trump ha inevitabilmente compromesso la sua posizioni con numerose federazioni europee e con la stessa UEFA. Ecco perché il caso Balogun e l'annessa modifica potrebbe dare il la ad una serie di situazioni che non gioverebbero di certo al futuro dell'attuale presidente FIFA.