Elezioni del nuovo presidente FIGC, come funziona: chi vota e cosa serve per essere eletti

La prossima Assemblea Federale Elettiva della FIGC si svolgerà lunedì 22 giugno 2026 a Roma, nella cornice del Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, con inizio delle operazioni di voto fissato per le ore 8:00 di mattina. Si tratta di una vera e propria votazione straordinaria, che rappresenta uno snodo cruciale per il futuro del calcio italiano, essendo stata convocata d'urgenza a seguito delle dimissioni dell'oramai ex presidente Gabriele Gravina dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali. La sfida ufficiale per il ruolo di nuovo presidente della FIGC vede contrapposti due volti notissimi delle istituzioni sportive: da un lato Giovanni Malagò e dall'altro Giancarlo Abete.
Elezioni federali, quanto pesano tutte le parti in gioco: Serie A solo l'8%
Il meccanismo regolamentare che governa questa elezione si basa su un sistema di voto ponderato, il che significa che il peso politico specifico di ogni sua componente è molto importante e varia in base al grado di importanza: anche se l'Assemblea è composta fisicamente da 309 delegati, il calcolo delle preferenze esprimerà un valore totale complessivo ben superiore, per un totale di 516 voti. C'è un blocco più influente in assoluto, ad esempio, che è quello rappresentato dalla Lega Nazionale Dilettanti, perché da sola rappresenta il 34% dei voti complessivi. Poi le altre realtà che avranno diritto di preferenza: c'è l'Associazione Italiana Calciatori che pesa per il 20%, poi la Lega Pro che detiene il 17%. Ci sono anche gli allenatori che esprimono il 10% del valore totale.
Contrariamente a quanto si possa pensare, all'interno dell'Assemblea Elettiva della FIGC, le due massime espressioni del calcio giocato a livello nazionale, la Lega Serie A e la Lega Serie B, contano molto meno rispetto alle altre. Nel primo caso, siamo attorno al 12% del totale, nel secondo si scende addirittura al 5%. Solo superiori alla componente degli ufficiali di gara che si attesta al 2%. Questa ripartizione non è casuale ma evidenzia una dinamica storica della politica federale, in cui da sempre la rappresentanza del calcio di base dei dilettanti e le componenti tecniche dei calciatori hanno un peso percentuale nettamente superiore rispetto ai club della massima serie professionistica.

Nuovo Presidente FIGC: come funziona il sistema elettorale, le tre votazioni
Ma cosa servirà a Malagò o ad Abete per venire eletti lunedì 22 giugno? Per quanto riguarda le dinamiche di voto e il raggiungimento del quorum, i due candidati alla presidenza hanno prima dovuto allegare alla propria candidatura ufficiale un documento programmatico dettagliato in vista del prossimo quadriennio. Accettato il programma, e in assenza di altre candidature, si passa dunque allo scrutinio che si svolgerà a scrutinio segreto, attraverso schede cartacee. Le regole dello statuto federale prevedono una selezione progressiva per stabilire il vincitore: nei primi due scrutini è richiesta una maggioranza qualificata molto alta per l'elezione immediata, pari alla metà più uno dei voti validamente espressi dai delegati aventi diritto.
Qualora nessuno dei due candidati riesca a raggiungere questa soglia, elevata a causa della possibile massiccia presenza di schede bianche o dispersioni, si procederà ad un terzo scrutinio, di ballottaggio. In quest'ultimo passaggio decisivo, per essere proclamati ufficialmente nuovo presidente della FIGC, basterà ottenere una maggioranza relativa, in pratica si potrà vincere le elezioni anche con un semplice solo voto in più rispetto all'avversario. Oltre alla nomina del nuovo capo del calcio italiano, l'Assemblea sovrana sarà chiamata a votare anche i nuovi consiglieri federali che comporranno la squadra di governo per i prossimi anni.
Il rischio Commissariamento, cosa dice lo Statuto Federale e quando scatta
Ma cosa succede se il calcolo matematico dei voti ponderati finisce in un clamoroso e perfetto pareggio? Secondo le regole dello Statuto della FIGC e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), in questa situazione estrema scattano passaggi precisi per decretare il nuovo Presidente Federale. Lo statuto attuale prevede che, se l'urna restituisce un pareggio identico al millesimo anche dopo il ballottaggio, venga proclamato presidente il candidato più anziano di età. In questo caso specifico, l'ex presidente della FIGC Giancarlo Abete risulterebbe vincitore rispetto a Giovanni Malagò.
Ma la realtà è che si correrebbe il reale rischio di una spaccatura totale perché se una metà della Federazione decidesse di fare ostruzionismo e non votare i provvedimenti del nuovo presidente, non si avrebbero comunque i numeri per governare. Se questa parità rendesse ad esempio poter espletare l'ordinaria amministrazione, come approvare il bilancio o le riforme urgenti, il CONI potrebbe intervenire d'urgenza. In questo caso verrebbe azzerato tutto e nominato un Commissario Straordinario esterno per gestire la FIGC e indire nuove elezioni dal principio.