È morto Nazzareno Canuti, campione d’Italia con l’Inter che andò a giocare in Serie B con il Milan

Nazzareno Canuti è morto pochi giorni dopo aver compiuto settant’anni. L’ex difensore che rientrava nella ristretta cerchia dei calciatori che hanno difeso la maglia dell’Inter e del Milan, si è spento improvvisamente. La notizia è stata confermata dal giornalista Bruno Longhi, che era suo grande amico e ha dedicato a lui un tributo sui social. Molto legato ai nerazzurri di cui era tifoso, Canuti aveva deciso dopo la conclusione della sua avventura in campo di lavorare in un altro ambito, quello commerciale.
Nazzareno Canuti e l'amore per l'Inter
Il 15 gennaio scorso Canuti era stato celebrato sul sito dell'Inter nel giorno del suo 70° compleanno. Infatti in nerazzurro Nazzareno fece tutta la trafila dalle giovanili fino alla prima squadra, collezionando 183 presenze con un gol all'attivo. Difensore roccioso, che non badava molto alla tecnica quanto all'efficacia, è stato celebrato per "il suo atletismo, la sua determinazione e la sua abilità nel gioco aereo", e per il fatto di "mettere" sempre la squadra al primo posto"
Il sofferto trasferimento al Milan
All'attivo uno Scudetto e due Coppe Italia prima del trasferimento al Milan nel 1982 dove fece la Serie B. In un'intervista a La Gazzetta dello Sport, Canuti dichiarò: "Eravamo in tournée in Cile, mi sono molto incazzato. Ma come? All’improvviso, senza dirmi niente? Mi avevano inserito, assieme a Pasinato e Serena, nell’affare Collovati. Ma non si poteva rifiutare, allora funzionava così. Poi sono stato contento, abbiamo vinto, c’erano ragazzi splendidi e Ilario Castagner, gran persona, allenatore sensibile e delicato".
Dopo il Milan la sua carriera proseguì con Genoa, Catania e Solbiatese prima del ritiro dal mondo del pallone. Di lì a poco l'inizio di una nuova vita come agente di commercio. Ai microfoni di Fanpage dichiarò: "Quale calcio sogno? Un calcio che non sia schiavo, prima di tutto, delle televisioni. Il “calcio-spezzatino”, come lo definisco io, al lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, tutti i giorni, insomma… non lo sopporto. Era così bello, quando si giocava alla domenica, tutti allo stesso orario. Il calcio dovrebbe tornare a questo. Sempre questo maledetto denaro. Se vuoi vedere la partita, devi pagare, mentre, il football, a mio avviso, dovrebbe essere visto da tutti".