Devis Mangia squalificato 6 giornate: “Una roba mai vista, un mio giocatore non si muoveva più”

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Stangata per Devis Mangia: 6 giornate di squalifica per lo scontro con il quarto uomo. Il Campobasso annuncia il ricorso: “Celesia era svenuto in campo”.

Grandi polemiche in Serie C dopo la stangata del giudice sportivo per Devis Mangia. L'allenatore del Campobasso dovrà fare i conti con la bellezza di 6 giornate di squalifica per aver strattonato il quarto uomo, con tanto di espressioni irriguardose e blasfeme. Una situazione che non è stata digerita né dal diretto interessato né dal club molisano, che si è fatto subito sentire attraverso i suoi canali ufficiali. Sotto la lente d'ingrandimento la situazione che ha portato alla reazione veemente e oltre le righe di Mangia: di fronte a un calciatore svenuto, l'ex CT dell'Under 21 ha richiamato in modo forte l'attenzione degli ufficiali di gara.

Purtroppo in casa rossoblù si temeva un provvedimento di questo tipo dopo l'espulsione rimediata dal tecnico. Nella decisione del giudice viene infatti spiegato che Mangia ha "tenuto una condotta gravemente irriguardosa, che si è concretizzata in un contatto fisico, e ingiuriosa nei confronti del quarto ufficiale, pronunciando ripetute espressioni blasfeme". Riconosciuto comunque il fine del tecnico, spaventato per le condizioni del calciatore che, dopo un colpo, era rimasto apparentemente privo di sensi. Questa la ricostruzione dei fatti: "Al fine di fargli interrompere il gioco per un giocatore rimasto a terra, si alzava dalla panchina correndogli incontro, lo prendeva per un braccio strattonandolo ripetutamente e proferendo nei suoi confronti parole irriguardose per contestarne l'operato, pronunciando ripetute espressioni blasfeme".

La reazione del Campobasso è stata immediata. Pur rispettando gli organi della giustizia sportiva, la dirigenza rossoblù non accetta le sanzioni per Mangia e per il team manager Giacomo Reale, inibito fino al 15 dicembre 2026. La società ritiene in particolare che la ricostruzione del referto "non restituisca compiutamente il contesto e la reale gravità di quanto stava accadendo sul terreno di gioco". La situazione, apparsa particolarmente grave, ha spinto Mangia e Reale a un comportamento risoluto: "Nella motivazione relativa a mister Mangia si fa riferimento alla richiesta di interrompere il gioco ‘per un giocatore rimasto a terra'. Quel giocatore era Cristian Celesia, colpito alla testa durante un’azione, privo di conoscenza e inerme sul terreno". Inevitabile dunque il ricorso contro il provvedimento, per cercare di far riesaminare la vicenda alla luce di tutti gli elementi che hanno caratterizzato l'accaduto.

Già dopo il match, Devis Mangia aveva manifestato la sua perplessità per l'espulsione rimediata in una condizione di emergenza: "Una cosa così, cioè essere espulso perché ho richiamato l'attenzione, in maniera magari non oxfordiana, del quarto uomo che pensava che il giocatore fosse per terra forse per simulazione… Una roba del genere non l'ho mai vista. Io, quando non l'ho visto più muoversi… Ma poteva essere un mio giocatore, un loro giocatore, l'arbitro, un guardalinee. È ammissibile spaventarsi ancora per gli esseri umani? Perché qua parliamo dei professionisti, di qua e di là. No, qua siamo esseri umani: c'era un ragazzo svenuto che aveva perso conoscenza in campo".

Amareggiato Devis Mangia, che sicuramente non si aspettava sei giornate di stop: "Io mi sono permesso di dirlo al quarto uomo in modo vivace, che c'era un ragazzo che… Faccio la domanda al contrario: se succedeva qualcosa di peggio, cosa eravamo qua a dire adesso? Che il problema era la mia espulsione? Allora poi possiamo fare tutte le belle riunioni di questo mondo, ma finché non prevale il buonsenso, è inutile stare a raccontarla. Oggi ho visto una roba che non avevo mai visto, sinceramente. Mettiamo da parte questo malumore".

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