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De Zerbi: “Bisogna stare zitti quando si parla di Fabregas, dispiace per come lo trattano. Solo cattiverie”

Roberto De Zerbi si schiera con Cesc Fabregas e difende il collega, allenatore del Como: “Mi dispiace come viene trattato perché ognuno è libero di dire tutto quello che vuole, su di lui solo cattiverie che mi danno fastidio”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Cesc Fabregas è ormai diventato uno degli allenatori che più di tutti ha attirato l'attenzione del calcio europeo. L'ex centrocampista di Arsenal, Barcellona, Chelsea e Monaco in poco tempo è riuscito a portare il Como dalla Serie B fino alle zone alte della classifica. La società, a dir poco importante e con risorse immense, ha aiutato il tecnico spagnolo sicuramente acquistando tanto in estate, ma prendendo non dei campioni bensì giocatori funzionali al suo gioco. Ed è stata questa la differenza, proprio perché le sue scelte si stanno rivelando giuste visto il sesto posto in classifica dei lombardi.

Durante ‘Viva El Futbol', programma condotto da Lele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola, Roberto De Zerbi è stato il grande ospite della puntata di ieri. L'allenatore del Marsiglia durante una chiacchierata a tutto tondo sul calcio in generale e sulla sua squadra, si è poi concentrato proprio su Fabregas sottolineando un aspetto particolare: "Mi dispiace come viene trattato perché ognuno è libero di dire tutto quello che vuole, siamo in democrazia, però quando si va oltre nei giudizi e si inizia a parlare di presunzione, di fare il fenomeno, di campo stretto, campo largo, 1 metro in più, 1 metro in meno, sono cattiverie che che mi danno fastidio".

Il concetto dei "risultatisti" espresso dopo la sconfitta contro il Milan ha fatto molto rumore in settimana e forse anche a questo si riferiva De Zerbi. "Se si vuole parlare di risultati, quando parli di Fabregas e del Como, bisogna star zitti perché il Como è sesto in classifica – spiega -. Dov'è che doveva essere il Como, è sesto in classifica. Dov'è che deve essere, primo o secondo? Non lo capisco". De Zerbi poi prosegue il suo ragionamento: "Fare l'allenatore non è solo mettere la squadra in campo, ma è tanto altro, è un miliardo di cose".

L'allenatore del Marsiglia aggiunge ancora: "Se si vuole analizzare il calcio solo per il risultato non serve tutta questa marea di opinionisti – sottolinea -. Basta fare la cronaca al tabellino della partita, risultato e stop. Ognuno è libero di fare il calcio che vuole. Se va male risponderà Fabregas. Non capisco perché ci sia questa sorta di invidia, cattiveria su un ragazzo. Ti dico, a me quando parla non mi sembra che manchi di rispetto a nessuno, non mi sembra che faccia il fenomeno e mi dispiace perché non è giusto".

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