De Sciglio tradito da quella che doveva essere la sua nuova squadra: racconta tutto pubblicamente

Mattia De Sciglio sembrava pronto a vivere un'altra esperienza dopo essere finito nell'elenco degli svincolati a seguito dell'ultima stagione vissuta con la maglia dell'Empoli poi retrocesso in Serie B. L'ex Milan e Juventus non ha convinto evidentemente le squadre italiane tanto da restare fermo fino alla chiamata dell'Hradec Kralove, squadra della Repubblica Ceca che ha voluto credere nel terzino azzurro per arricchire la propria squadra. De Sciglio, dopo un breve corteggiamento accetta, e svolge anche un paio d'allenamenti con quella che doveva essere la sua nuova squadra. Poi però incredibilmente qualcosa si è bloccato.
Quando sembrava ormai tutto pronto per la firma e l'ufficialità, De Sciglio è stato gelato dalla decisione della società di non procedere più con il suo tesseramento. Una beffa per De Sciglio ormai pronto per dare il via a questa nuova esperienza. Ed è proprio l'ex terzino dell'Italia a raccontare tutto quello che è successo in queste ore che hanno preceduto il suo tesseramento prima di finire per essere sedotto e abbandonato dai cechi: "Hanno comunicato che non sarei stato ritenuto di ‘aiuto immediato'".
De Sciglio affida ai social questo suo racconto raccogliendo il supporto di calciatori ed ex compagni di squadra che hanno condiviso il suo messaggio. Un comportamento di certo non professionale della squadra ceca che De Sciglio ha sottolineato proprio sui social giudicandolo anche poco trasparente: "Sono stato contattato con insistenza dal club e, nel corso delle settimane successive, ho ricevuto più versioni del contratto, spesso incomplete o con dettagli da integrare – ha detto -. Nonostante ciò ho sempre mantenuto massima disponibilità e professionalità". Poi De Sciglio aggiunge ancora: "Mi sono sottoposto a tutte le visite mediche richieste, superandole con esito positivo, trascorrendo tre giorni in Repubblica Ceca e svolto due allenamenti con la squadra, lavorando regolarmente e senza alcuna limitazione".
E da qui arriva la sorpresa: "In modo del tutto inatteso mi è stato successivamente comunicato che non sarei stato ritenuto di ‘aiuto immediato'. Una valutazione che sorprendere, soprattutto alla luce delle settimane di confronto, delle verifiche effettuate e dell'idoneità medica accertata – ha ancora spiegato -. Il rispetto reciproco, la trasparenza e la correttezza dovrebbero rappresentare la base di ogni rapporto professionale. Ognuno ha il diritto di lavorare secondo le proprie possibilità in un contesto di serietà, educazione e rispetto". Dall'altra parte il club ceco ha risposto: "Dopo aver valutato tutti i risultati e le circostanze, siamo giunti alla conclusione che non sarebbe stato di immediato aiuto per il nostro club, che era l'obiettivo principale per cui volevamo ingaggiarlo.