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De Laurentiis indagato a Bari, l’avvocato: “Così il mercato lo decidono i pubblici ministeri”

Fabio Fulgeri è il legale dei De Laurentiis, spiega perché l’inchiesta della Procura pugliese presenta criticità giuridiche e smonta il caso sulla plusvalenza di Caprile.
Luigi e Aurelio De Laurentiis coinvolti nell'inchiesta della Procura di Bari.
Luigi e Aurelio De Laurentiis coinvolti nell'inchiesta della Procura di Bari.

Luigi e Aurelio De Laurentiis sono indagati dalla Procura di Bari per i reati di false comunicazioni sociali, in relazione al bilancio 2024 della SSC Bari, e di bancarotta fraudolenta nell'ambito della richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale della società pugliese. Al centro dell'inchiesta c'è anche la cessione del portiere Elia Caprile al Napoli: secondo l'ipotesi di accusa, il prezzo del trasferimento, ritenuto sottostimato, avrebbe comportato la distrazione di un "asset di significativo valore" dal patrimonio del Bari a favore della capogruppo Filmauro, in un contesto di acclarata difficoltà finanziaria del club biancorosso. I De Laurentiis respingono le contestazioni, sostenendo che il valore del calciatore fu determinato attraverso una perizia indipendente e che l'operazione fu condotta nel rispetto delle regole di mercato. L'avvocato Fabio Fulgeri, difensore dei De Laurentiis, spiega in un'intervista a Fanpage.it perché, a suo giudizio, l'impianto accusatorio presenta criticità giuridiche, dalla contestazione di bancarotta all'assenza della clausola sulla futura rivendita del calciatore, e perché ritiene che l'indagine sia destinata a ridimensionarsi.

Avvocato Fulgeri, il Napoli ha parlato di accuse prive di fondamento. Qual è, secondo lei, il punto più debole dell'impianto accusatorio?
"La contestazione di bancarotta fraudolenta, così come è stata prospettata, manca del presupposto oggettivo fondamentale. Per sostenere quel reato è necessaria una dichiarazione di insolvenza, quella che oggi si chiama liquidazione giudiziale e che un tempo era il fallimento. Se questo presupposto non esiste, la contestazione non può reggere dal punto di vista giuridico".

La Procura sostiene però che ci sarebbe uno stato di insolvenza del Bari.
"È una tesi che non condividiamo. Il socio unico del Bari è Filmauro, che ha sempre dimostrato di avere la capacità economica di sostenere gli impegni della società. Proprio per questo riteniamo che non vi siano gli estremi per parlare di insolvenza".

Un altro punto centrale riguarda la cessione di Elia Caprile. Secondo gli investigatori il Napoli avrebbe tratto un vantaggio economico senza riconoscere al Bari una quota sulla futura rivendita.
"Bisogna fare chiarezza. La cosiddetta sell-on fee, cioè la clausola che riconosce una percentuale sulla futura rivendita, non è prevista obbligatoriamente. Non esiste un obbligo contrattuale, nemmeno infragruppo, di prevedere una quota sulle plusvalenze. Esiste solo se le parti decidono di inserirla nel contratto. Se quella clausola non viene concordata, non c'è alcuna violazione".

Luigi De Laurentiis in tribuna al San Nicola in un match della scorsa stagione.
Luigi De Laurentiis in tribuna al San Nicola in un match della scorsa stagione.

Quindi l'assenza di quella clausola, di per sé, non costituisce un illecito?
"Esattamente. È una scelta negoziale. Non esiste alcuna norma che imponga di prevederla in ogni trasferimento di un calciatore".

La Procura potrebbe però sostenere che il prezzo pagato per Caprile non fosse quello di mercato. Come si stabilisce il valore reale di un calciatore?
"È proprio questo il punto. Il valore di un calciatore non è una grandezza oggettiva. Dipende da moltissimi fattori: età, prospettive, rendimento, categoria, esigenze tecniche delle società. Il mercato calcistico si basa sulla libera contrattazione tra le parti. Pensiamo a quanti giocatori sono stati acquistati da sconosciuti e poi si sono affermati, oppure a operazioni molto costose che non hanno dato i risultati sperati".

Nel caso Caprile il Napoli sostiene di essersi affidato anche a una valutazione indipendente.
"Sì. Proprio perché si trattava di un'operazione tra società riconducibili alla stessa proprietà, ci si è rivolti a un consulente esterno, autonomo e indipendente, affinché effettuasse la valutazione del calciatore. È un elemento che dimostra l'attenzione con cui è stata gestita l'operazione".

In questi anni le indagini sulle plusvalenze hanno coinvolto diversi club. C'è il rischio che ogni operazione di mercato finisca sotto la lente della magistratura?
"Il valore di un calciatore è frutto della libera contrattazione tra le società e dipende da una molteplicità di fattori: il rendimento, l'età, le prospettive di crescita, le esigenze tecniche dei club. Se ogni valutazione economica viene rimessa in discussione a posteriori, il rischio è evidente. A questo punto il mercato lo dobbiamo lasciare ai pubblici ministeri. Noi, invece, ci siamo affidati a un consulente esterno, un perito terzo sia al Bari sia al Napoli, proprio per avere una valutazione autonoma dell'operazione. È difficile immaginare un metodo più trasparente".

La contestazione dei tifosi del Bari nei confronti della presidenza De Laurentiis.
La contestazione dei tifosi del Bari nei confronti della presidenza De Laurentiis.

C'è chi paragona questa vicenda alle precedenti indagini sulle plusvalenze che hanno coinvolto diversi club italiani. È un accostamento corretto?
"Direi di no. Ogni procedimento ha caratteristiche proprie. In generale, però, il tema è sempre lo stesso: manca un criterio oggettivo e incontestabile per stabilire il valore di un calciatore. Non a caso anche la giustizia sportiva, in passato, ha riconosciuto proprio questa difficoltà. E il Napoli è stato già assolto al riguardo".

Quali saranno adesso i prossimi passaggi dell'inchiesta?
"La Procura ha acquisito il materiale informatico. Ora ci sarà la selezione dei dati insieme ai nostri consulenti tecnici e successivamente chiederemo un confronto con i pubblici ministeri. Siamo convinti che, esaminando tutti gli elementi, la vicenda potrà essere chiarita".

La Procura federale ha chiesto gli atti dell'inchiesta. C'è preoccupazione anche sul fronte sportivo?
"Per quanto riguarda la giustizia sportiva non me ne occupo direttamente. Posso solo dire che anche lì saranno valutati gli elementi disponibili. Riteniamo che emergerà la correttezza delle operazioni compiute".

Se dovesse spiegare ai tifosi del Napoli quanto devono essere preoccupati da questa vicenda, cosa direbbe?
"Direi di stare tranquilli. Siamo convinti che questa contestazione non abbia basi giuridiche solide e abbiamo quasi la certezza che, una volta completati gli accertamenti e il confronto con la Procura, la vicenda si ridimensionerà".

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