Dopo aver affrontato uno dei momenti più difficili della storia del calcio italiano, contagiato e bloccato dal Coronavirus, Damiano Tommasi ha consegnato le proprie dimissioni e da oggi non è più il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori. L'ex centrocampista della Roma, che si è battuto in questi anni per difendere i diritti dei calciatori, e che ha seguito in prima persona anche la delicata vicenda del taglio degli ingaggi durante l'emergenza Covid-19, ha anticipato di qualche settimana la fine della sua avventura che scadeva in novembre: mese che avrebbe comunque sancito la sua uscita di scena, a causa dello statuto dell'AIC che vieta al presidente di ricandidarsi dopo tre mandati.

In attesa di nuove elezioni e della scelta del nuovo presidente (tra i candidati c'è anche Marco Tardelli), il direttivo dell'Associazione Italiana Calciatori ha ringraziato Tommasi per il lavoro svolto e assegnato al vicepresidente vicario Umberto Calcagno il compito di traghettare l'AIC verso la nuova assemblea elettiva che, secondo indiscrezioni, potrebbe andare in scena il prossimo 8 marzo 2021.

La lettera aperta di Damiano Tommasi

"Ciao a tutti, con queste righe vi voglio idealmente abbracciare e ringraziare. Oggi con le dimissioni dalla carica di consigliere e Presidente dell’AIC si chiude per me un percorso iniziato con l’ingresso nel Consiglio Direttivo nel lontano 1999 – ha scritto TommasiNon è stato per nulla semplice nel 2011 prendere il testimone da Sergio Campana, dopo 43 anni di storia, con il rischio di rovinare il lavoro svolto fino a quel giorno. I momenti complicati sono stati tanti e ne siamo usciti con l’unione e il gioco di squadra. Tra i più complicati il calcio scommesse nel 2011, lo sciopero della Serie A all’inizio della stagione 2011/2012, la tragedia in campo di Piermario Morosini ad aprile 2012, la riforma della Lega Pro con la proclamazione dello sciopero, le ripetute elezioni federali, lo sciopero della Serie A femminile revocato all’ultimo nel 2015, la mancata qualificazione mondiale per i ragazzi del 2018, la mia candidatura federale e i mesi di quarantena che ancora ci stanno mettendo sotto pressione".

"Avere un “limite” è condizione essenziale per motivare e spingere a fare. Così è stato per me e sono contento di aver accelerato su tante iniziative. Questo mio ultimo mandato sarebbe dovuto terminare con le elezioni dello scorso 27 aprile. Purtroppo anche quelle sono finite in quarantena e abbiamo dovuto posticiparle. Come già detto, però, la nostra Associazione ha bisogno di unione e voce univoca. Nell’ultimo periodo non è stato sempre così e per questo è bene che non ci siano divergenze all’interno della cabina di comando in vista dei prossimi appuntamenti. Nel bilancio di un percorso le cose positive sono esageratamente di più dei passi falsi e di questo mi sento soddisfatto e in debito con tutti quelli che hanno permesso di raggiungere determinati obbiettivi – ha concluso Tommasi – Sarebbero pagine da riempire che non ho qui modo e tempo di fare, ci sarà occasione per farlo. Per ora, quindi, grazie grazie grazie… dell’attenzione, dell’appoggio, delle critiche e dei consigli. Buon finale di stagione e in bocca al lupo!".