Se l'Asl decide che il Torino non può partire per recarsi a Roma e giocare la partita contro la Lazio non si arriverà all'ennesimo conflitto legale in tribunale come accaduto per Juventus-Napoli. È questo in buona sostanza il concetto espresso dal presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino, a corredo della vicenda "focolaio Covid" scoppiato nell'ambiente granata.

Plausibile che il numero uno dei club auspichi che ci sia il fischio d'inizio ma non si tratta di "atteggiamento estremamente duro e restrittivo" come ammesso nell'intervento a ‘La politica nel pallone' su Rai Gr Parlamento. La questione ben più importante è un'altra: la tutela della salute viene prima di tutto e nemmeno è ragionevole (in tal caso servirebbe buon senso) che si forzi la mano perché vada in campo una squadra che non si allena da una settimana e, contestualmente, non ha potuto preparare un match regolarmente.

È scritto tutto da tempo nella circolare che la Lega di Serie A ha recepito a integrazione della direttiva Uefa per effetto della quale per giocare una partita possono bastare 13 calciatori (portiere compreso) ai tempi del Covid "fatti salvi eventuali provvedimenti delle autorità statali o locali". Un passaggio quest'ultimo fondamentale anche per spiegare cosa sta accadendo in relazione a Lazio-Torino.

Il nostro orientamento è sempre quello di giocare, lo abbiamo sempre sostenuto – ha ammesso Paolo Dal Pino -. Abbiamo firmato un protocollo sanitario con il Governo per poter dare continuità al campionato, ma abbiamo bisogno da parte delle Asl di collaborazione costante, cosa che abbiamo sempre avuto. Ma se la Asl ha un atteggiamento estremamente duro e restrittivo, dobbiamo valutare sulla base di quella che purtroppo è stata la decisione del Collegio di Garanzia del Coni, che su Juventus-Napoli ha creato un precedente di giurisprudenza.

La posizione del dipartimento è molto chiara: i granata – tra cui sono stati riscontrati 8 casi tra i calciatori – sono in quarantena fino alla mezzanotte di martedì (la gara con i capitolini è prevista nello stesso giorno alle 18.30) e prima di allora è "impossibile riunire la squadra". Ecco perché dinanzi a una situazione preoccupante perché relativa a un "focolaio infettivo diverso, a causa della presenza della variante inglese" l'Asl ha bloccato ogni attività del Toro.