5 maggio 2002, una data che ha segnato la storia recente del calcio italiano. Le lacrime di Ronaldo restano l'immagine iconica di una giornata che ha contribuito non poco a rinvigorire la rivalità più sentita del nostro calcio tra due squadre che non fanno parte della stessa città, quella tra Juventus e Inter. Non a caso la sfida tra juventini e bianconeri è denominata derby d'Italia e il 5 maggio di 19 anni fa è un capitolo fondamentale di questa partita infinita.

L'Inter è allenata da Hector Cuper, l'allenatore delle due finali di Champions League perse consecutivamente sulla panchina del Valencia. In estate, i tifosi nerazzurri sognano la coppia Ronaldo-Vieri, ma gli infortuni del brasiliano non permetteranno mai ai due di trovare la chimica giusta in campo.

La Juventus è di nuovo la squadra di Marcello Lippi. Il tecnico di Viareggio viene inizialmente etichettato come una "minestra riscaldata" e i bianconeri, effettivamente, ci mettono un po' prima di fornire risultati convincenti. La coppia Del Piero-Trezeguet e il supporto di Nedved le fanno risalire la china nella seconda parte della stagione.

Le due partite tra Inter e Juventus nel 2001-02

Il primo atto del duello che accompagnerà tutta la stagione 2001-02 va in scena il 27 ottobre 2001 allo stadio Delle Alpi di Torino. L'Inter ferma sul pareggio una Juventus in crisi di risultati e di gol. Tra Lippi e Cuper finisce 0-0, ma è ancora troppo presto per parlare di sfida scudetto.

La partita di ritorno assume un significato diverso. Rimaste in corsa insieme alla Roma per portare a casa il titolo, la Vecchia Signora e la Beneamata si ritrovano il 9 marzo 2002, per la 26esima giornata di campionato. Questa sì, è la partita scudetto. Anche a Milano regna l'equilibrio. I nerazzurri vanno subito in vantaggio con una bordata di Seedorf, mentre il pareggio juventino arriva poco dopo con il solito Trezeguet. A 9 minuti dalla fine è Igor Tudor, entrato al posto dell'infortunato Thuram, a completare la rimonta e a far sognare a occhi aperti i tifosi bianconeri. Quando sembra fatta, però, ancora Seedorf sveglia i tifosi nerazzurri dall'incubo, fissando il punteggio finale sul 2-2.

Come si arriva al 5 maggio: le schermaglie tra Moggi e Moratti

A cinque giornate dalla fine, l'Inter è avanti di 5 punti sulla Juventus e sembra avere lo scudetto in tasca. In realtà, prima dell'ultima giornata di campionato, che si disputerà il 5 maggio, è ancora tutto in bilico e ci sono tre squadre in lizza per portarsi a casa la Serie A. La classifica, infatti, è eloquente: Inter 69, Juventus 68, Roma 67.

I nerazzurri hanno il destino del campionato nelle loro mani, in quanto vincendo all'Olimpico contro la Lazio si laureerebbero campioni d'Italia. I bianconeri, impegnati a Udine, e la Roma, che gioca in casa del Torino, possono soltanto vincere e sperare nei passi falsi delle altre concorrenti. Il clima di avvicinamento all'ultima giornata non è ideale. L'Inter, pur essendo padrona del proprio destino, si preoccupa della possibile arrendevolezza di un'Udinese che non ha più nulla da chiedere al campionato. Luciano Moggi, direttore sportivo della Juventus, scende in campo in prima persona per caricare una Lazio divisa tra la necessità di trovare punti per arrivare in Coppa Uefa e la paura di consegnare lo scudetto ai rivali della Roma battendo l'Inter. Indicative le parole del dirigente bianconero sia sulla Lazio che sulla sua Juventus:

A Cragnotti (presidente della Lazio, ndr) faccio tutti gli auguri del caso perché vada in Uefa e salvi così il suo campionato e anche il nostro. La Juve non chiede niente a nessuno, tranne serietà e impegno.

A Massimo Moratti, presidente dell'Inter, non piace la discesa in campo di Moggi, a cui replica, alimentando il clima di tensione:

Non credo che la Lazio abbia bisogno del sostegno di Moggi. Il destino è nelle nostre mani e per questo sono sereno.

Lo scudetto della Juventus

Dopo le schermaglie dialettiche, le sei squadre interessate entrano in campo in contemporanea alle ore 15 del 5 maggio 2002. La Juventus regola immediatamente l'Udinese con i gol di Trezeguet e Del Piero, mentre all'Olimpico si consuma il dramma nerazzurro. L'Inter passa due volte in vantaggio, facendosi recuperare in entrambe le occasioni dalla Lazio, con una doppietta di Poborsky. Nel secondo tempo i nerazzurri staccano la spina e subiscono altri due gol: finisce 4-2 per la Lazio. La Juventus è campione d'Italia, la Roma (che ha battuto il Torino) si prende la piazza d'onore e l'Inter finisce addirittura terza. Da quel momento ha inizio lo psicodramma interista, dal quale più di qualche tifoso nerazzurro farà davvero fatica a riprendersi.

Lo scontro tra Conte e Materazzi

Durante i festeggiamenti juventini, invece, si aggiunge un nuovo capitolo alla rivalità tra i bianconeri e l'Inter, impersonata da due simboli come Antonio Conte e Marco Materazzi. I due hanno già avuto a che fare due anni prima nella sciagurata partita di Perugia che aveva tolto lo scudetto di mano dai bianconeri per consegnarlo alla Lazio. Conte si ricorda di Materazzi, colpevole secondo lui di aver esultato troppo per quella vittoria, al quale si rivolge indirettamente durante le celebrazioni negli spogliatoi:

C'è poco da parlare, stiamo godendo. Questa è l'amarezza di due anni fa a Perugia, e c'è qualcuno che ci guarda che c'era a Perugia. Adesso stiamo godendo, stiamo godendo.

La risposta di Materazzi non si fa attendere:

Conte non ha fatto nomi, ma il riferimento a me era chiarissimo. Parlando così in tv è stato molto poco juventino. Lo stile Juve è uno dei primi al mondo, mentre la sua è stata una mancanza di stile. Comunque, la butto sul ridere: vorrà dire che "qualcuno della Juve", con il premio scudetto, si comprerà un parrucchino nuovo…

Il botta e risposta tra i due va avanti, con Conte che non ci fa giù leggero:

Gli comunico che ci sono tecniche più sofisticate, ad esempio il trapianto dei capelli. Peccato non potergli invece consigliare quello di cui avrebbe bisogno lui: un bel trapianto di cervello. E nel suo caso, comunque, i soldi del mio premio non basterebbero.

Negli anni, il clima tra i due si è molto stemperato, soprattutto da quando l'ex allenatore del Chelsea siede sulla panchina nerazzurra, ma difficilmente ci si potrà dimenticare di quando Conte e Materazzi erano i due massimi esponenti della rivalità tra Juventus e Inter, culminata nella giornata del 5 maggio 2002.