Cristiano Ronaldo alla Juventus è stato il colpo del secolo della Serie A. Non tanto per la squadra bianconera, ma per il calcio italiano che dopo diversi anni è riuscito ad accogliere finalmente nel proprio campionato un top player nel pieno dell'attività. Tra voci, rumours, segnali silenti del giocatore e dello stesso club bianconero, alla fine Cristiano Ronaldo è sbarcato a Torino nell'estate del 2018. Sono ancora nitide le immagini di quell'incontro avuto da Andrea Agnelli in persona con il numero #7 portoghese in Grecia. Chiudendo di fatto l'affare quando il giocatore era ancora in vacanza.

Un entusiasmo disarmante in Italia e per quel popolo bianconero pronto a conquistare la Champions League dopo l'acquisto di quel giocatore capace di vincere tutto con la maglia del Real Madrid. E pensare che tutto ebbe inizio il 3 aprile del 2018, quando Cristiano Ronaldo, negli ottavi di finale di Champions League, realizzò una rovesciata magnifica all'Allianz Stadium raccogliendo gli applausi di tutto lo stadio e del popolo bianconero per quel gesto tecnico. Il portoghese ringraziò, direttamente in campo, dopo aver festeggiato: "Da quel momento la Juve mi piaceva anche di più".

L'inizio della trattativa che ha portato Cristiano Ronaldo alla Juventus

Non ci volle molto per capire che i tifosi della Juventus quella notte avessero desiderato davvero di vedere un giorno quel giocatore fenomenale nella propria squadra. Gli occhi del portoghese brillarono alla vista di tutte quelle persone in piedi ad applaudire incredule il suo gesto. Quella fu la notte della scintilla, dell'inizio di tutto: della trattativa Cristiano Ronaldo alla Juventus. "La standing ovation dello stadio dopo il mio gol ha rappresentato per me un momento straordinario – dichiarò CR7 al termine della partita – per questo voglio ringraziare tutti i tifosi della Juventus.

Hanno fatto una cosa che non mi era mai capitata durante tutta la mia carriera". Parole da vero campione e da amante del calcio e dello sport, quello vero, vissuto in tutta la sua magia. Ma c'è di più. Cristiano Ronaldo arrivò alla Juventus nel corso dell'estate 2018 e nel giorno della presentazione ufficiali in bianconero, specificò un aspetto molto importante di quella scelta: "A me già piaceva questo club, ma dopo dopo la standing ovation del pubblico bianconero, ancora di più".

La ricostruzione dell'affare del secolo

La macchina organizzativa della Juventus si mise in moto dopo quella partita. Nonostante la cocente delusione per l'eliminazione dalla Champions, specie dopo una gara di ritorno giocata dalla squadra di Allegri alla perfezione e rovinata solo dal rigore, tanto discusso nel finale, trasformato poi dallo stesso CR7, la società bianconera iniziò a valutare la possibilità di acquistare il giocatore. A coordinare il lavoro ci pensò Fabio Paratici che pare proprio avesse messo lo zampino in modo netto sulla trattativa. Paratici parlò di un incontro con Jorge Mendes, agente di Cristiano Ronaldo, nel ritorno della gara di Madrid in quella stagione:

"Iniziamo a parlare – raccontò Paratici – e così gli dissi: ‘Cristiano ha fatto dei gol incredibili…'. Lui mi rispose: Non ci crederai, ma Cristiano se volesse cambiare verrebbe solo alla Juventus'. Da quel momento sarebbe dunque nata tutta la trattativa e l'idea di Paratici di portare il giocatore in bianconero: "Facemmo una riunione io, Agnelli e Nedved – svelò Paratici – e serviva una scossa dopo l'eliminazione in Champions". Il dirigente bianconero a quel punto ha pensato subito di giocarsi il jolly, quello suggeritogli da Jorge Mendes: "Non ridete adesso e non buttatemi fuori dall'ufficio – sottolineò nel racconto di quella riunione – Per risollevare la squadra ci sono due modi: uno di questi è quello di prendere Cristiano Ronaldo". Mendes così portò prima Joao Cancelo alla corte di Allegri, per poi completare l'opera con Cristiano Ronaldo.

Un'operazione da 117 milioni per il cartellino del giocatore più 30 milioni di euro di stipendio al calciatore per un totale di 240 milioni lordi in 4 anni. Cifre astronomiche anche per un colosso come la Juventus, ma la volontà della società era abbastanza chiara: la Champions League. E così Agnelli si convinse e iniziò davvero a considerare l'operazione anche in termini di ritorno economico per il club sotto ogni punto di vista.

Ma come ha fatto la Juventus a convincere il Real Madrid? Semplice. Fino alla sessione di mercato precedente, per liberare Cristiano Ronaldo dal contratto che lo legava al Real Madrid serviva 1 miliardo di euro. Poi però le dinamiche sono nettamente cambiate. La clausola rescissoria è stata infatti rimpiazzata da un accordo verbale tra Florentino Pérez e il portoghese. Il presidente dei Blancos ha infatti accettato un offerta dieci volte più bassa, a patto che il calciatore ammettesse lui di voler andare via e non che fosse lui a risultare come l’artefice della cessione del più grande marcatore della storia del club. E così è stato. Mendes e la Juventus hanno solo dato il via alle prime voci sulla trattativa proprio per cercare di far emergere tutte le ragioni di questa scelta del portoghese. Nulla contro Florentino, ma Cristiano Ronaldo si aspettava la chiamata del patron dei Blancos per un rinnovo contrattuale a cifre astronomiche ma mai arrivato.

L'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus

A questo punto la Juventus ha avuto il via libera per la trattativa. Come accade spesso in casa bianconera, quando si tratta di affari complessi, a muoversi in prima persona è sempre il presidente Andrea Agnelli. Il patron della Vecchia Signora, il 10 luglio del 2018, dalla costa tirrenica, in cui si trovava in vacanza, prese un volo privato da Pisa e atterra in Grecia dove ad attenderlo c'era proprio Cristiano Ronaldo, in vacanza, con tutto il suo entourage. Poco dopo, alle 17:32 circa, arriva la stretta di mano tra le parti e l'annuncio del Real Madrid che con un comunicato ufficializza il trasferimento del giocatore alla Juventus.

Da quel momento in poi gli aggiornamenti sono continui e i quotidiani di tutto il mondo iniziano a diffondere anche le prime immagini, con tanto di brindisi tra Cristiano Ronaldo, Agnelli, Mendes e tutti coloro i quali erano presenti alla chiusura dell'affare. "Sono stati forse gli anni più felici della mia vita – scrive il portoghese in un lungo post – provo solo un’enorme gratitudine per questo club e per questa città. Posso solo ringraziare tutti per l'amore e l'affetto che ho ricevuto. Tuttavia, credo che sia giunto il momento di aprire un nuovo ciclo".

È il 10 luglio del 2018 e da quel momento l'immagine del volo privato preso da Agnelli per volare in Grecia e la foto del brindisi con Cristiano Ronaldo ad affare concluso, diventano le cartoline di una trattativa diventata ufficiale dopo pochi minuti. Il Real per primo rende noto il trasferimento del giocatore mentre nel frattempo il sito e i canali social della Juventus vanno in tilt dato l'enorme traffico di utenti all'interno speranzosi di avere la conferma ufficiale anche dalla Juventus. Ufficialità che arriverà alle 18:54 con il famoso tweet con la scritta "Cristiano" e l'ombra dell'esultanza del portoghese in bella mostra. È l'inizio di una storia che sta durando già da tre anni.

"È stato un piacere giocare con te, tifosi del Real Madrid si ricorderanno sempre di te". Sergio Ramos saluta così il suo compagno di squadra con il quale aveva vinto praticamente tutto ciò che c'era da vincere, mentre dalla Juventus è Khedira, un ex Real, ad accoglierlo in quella che sarà la sua nuova famiglia: "Benvenuto a Torino Cristiano, abbiamo trascorso un grande periodo insieme a Madrid, non vedo l’ora di giocare di nuovo con te. Oggi è un giorno speciale per la Juventus".

La reazione della dirigenza bianconera tra Paratici, Nedved e Marotta

La prima reazione all'acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus arriva da Beppe Marotta che all'uscita degli studi milanesi del club bianconero, in qualità di amministratore delegato della Juve si limita ad un semplice: "Sono felice". Dopo un anno dall'affare, anche Fabio Paratici parlò delle sensazioni che hanno preceduto quell'acquisto: "Agnelli è un manager, non solo un presidente. Disse che ci avrebbe pensato che avrebbe parlato con alcune persone – disse Paratici – Per me fu già un successo il fatto di non essere stato cacciato via dall'ufficio. Nel pomeriggio mi disse di farmi dare bene tutti i conti: se era come dicevo, saremmo andati avanti".

Paratici parlò anche del possibile disaccordo, di cui si parlava inizialmente, da parte di Marotta per l'acquisto del portoghese: "Alla prima riunione, quella dell’idea, non c’era. Nella seconda invece sì ed era favorevole all'arrivo di Cristiano, mai stato contrario". Tutti furono dunque felici di assecondare l'idea di Paratici, anche lo stesso Pavel Nedved che si disse subito entusiasta della proposta: "L’idea era tutta nella sua testa e ci è piaciuta subito – ha detto Nedved in un'intervista – È stato accolto con grande entusiasmo, sapevamo che stavamo facendo la cosa giusta specie dopo essere venuti a conoscenza della clausola rescissoria da 100 milioni di euro per liberarlo".