Cosa fa oggi José Altafini: “Prendo una pensione da 900 euro, lavoro ancora. Faccio 300 km al giorno”
Ci sono stati pochi calciatori popolari in Italia quanto José Altafini. Il motivo è semplice. Lui ha attraversato totalmente il mondo del calcio. Basta pensare che nel 1958 con il Brasile vinse i Mondiali, era titolare poi il posto se lo prese Pelé. Ha giocato con Milan, Napoli e Juventus tra gli anni '60 e '70. Poi è diventato un commentatore TV, probabilmente il primo vero talent di calcio. Oggi l'italo-brasiliano da anni non lavora per la televisione, ma non è rimasto sul divano a riposarsi.
Bomber, campione del mondo e primo talent TV di calcio
Tanti trofei, su tutti i Mondiali del 1958 e la prima storica Coppa dei Campioni del Milan, nel 1963, prima in assoluto per una squadra italiana. Tantissimi i gol, oltre 300 in una carriera durata parecchio, a 38 anni era ancora un calciatore della Juventus, che lo prese, con tanto di polemiche, dal Napoli. Poi la popolarità è aumentata, cresciuta, addirittura, grazie alla televisione. Altafini è stata una seconda voce storica, ha lasciato una serie di frasi e di espressioni che tutt'ora fanno parte del gergo calcistico. Inizia con TMC, passa poi a Tele+, per poi lavorare anche con Sky e RaiSport.
La pensione e il lavoro per un'azienda
Una decina d'anni fa l'addio al piccolo schermo, Altafini ha diradato le sue apparizioni. Di tanto in tanto viene interpellato su questioni calcistiche, tempo fa non fu tenerissimo con una serie di commentatori e opinionisti. Recentemente ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato della sua vita attuale.
Oggi José Altafini è un distinto e pimpante signore di 88 anni che vive con la moglie ad Alessandria. Non vive solo di pensione: "Prendo una pensione da 900 euro, una pensione sociale", ma lavora ancora, nonostante una veneranda età. Altafini è testimonial di un'azienda, la Italgreen, che crea campi in erba sintetica. Altafini ha preso sul serio quel ruolo e lo svolge con passione estrema: "Sono sempre in auto per loro, faccio anche 300 chilometri al giorno. Ho conosciuto il titolare anni fa a un evento e oggi è come fossi un dirigente".
A una veneranda età Altafini si è riconvertito, per così dire, perché lo sport, e qualcosa di verde è sempre presente nella sua vita. Niente pallone da tesserato, diciamo così, anche se lo segue sempre, niente più TV, ma un lavoro che lo tiene sempre attivo, ricordando, sempre con lucidità, i fasti di un tempo, ormai lontano, tempi che lo hanno consacrato alla storia del calcio, ma non solo. Un lavoro che lo porta a girare tanto in lungo e in largo, partendo sempre da Alessandria, dove vive con la moglie, compagna di vita da oltre cinquant'anni.