Il corazon batte sempre per Maradona ma quando il pullman del Barcellona spunta lungo via Medina, nei pressi della Questura di Napoli, i tifosi azzurri sono tutti lì per lui, Lionel Messi. Dal "D10s" in terra che si fece uomo (e ancora oggi è venerato) al "dieci" che ha vinto tutto a livello personale e di club ma (ancora) non è riuscito a essere il più grande con la maglia dell'Albiceleste. La folla acclama la Pulce, urla il suo nome nemmeno fosse il "prossimo acquisto" dei partenopei.

La noche del Diez. Martedì sera il San Paolo – quello stadio che trabocca di tifo e passione molto simili alla torcida sudamericana – sarà un caleidoscopio di emozioni per spingere la squadra di Gattuso all'impresa (come accaduto nel recente passato contro il Liverpool) e riservare la degna accoglienza a uno dei calciatori più forti al mondo. Che sia argentino poi è un dettaglio altrettanto pittoresco e olegrafico: sta al Vesuvio e al "pino secolare" come il ricordo dell'ex Pibe al sogno che fece innamorare una città intera.

Standing ovation per Messi ma cori anche per Diego. Perché ci metta "la mano de dios" e faccia il miracolo. Facile facile mescolare sacro e profano: in fondo, l'ex Pibe è stato il dio in terra di una religione pagana, il calcio, che venera gli idoli o li abbatte con furia iconoclasta. E Lio è il discepolo del Diez. Scende dal bus dei blaugrana e guadagna subito l'ingresso dell'Hotel "NH" come da protocollo per questioni di sicurezza. Sono tutti lì per lui, nemmeno si accorgono di Piqué o de Jong, di ter Stegen (tra i migliori portieri del ‘vecchio continente') o ancora di una colonna come Busquets.

"Messi, Messi" urlano le centinaia di tifosi. Si daranno appuntamento anche nei pressi dell'impianto di Fuorigrotta provando a "sbirciare" l'allenamento dei blaugrana in programma in serata al San Paolo. Lo stesso stadio che martedì sera sarà caliente abbastanza, sognando un'altra notte da urlo. Un'altra notte da "The Champiooons".