Le tournée delle squadre di Serie A regalano grande visibilità e generano un grande business ma spesso possono essere un'arma a doppio taglio. Il mancato utilizzo di Cristiano Ronaldo in un'amichevole in Corea del Sud la scorsa estate ha portato gli organizzatori dell'evento a dover rimborsare due tifosi che avevano acquistato il biglietto perché gli era stato promesso che il portoghese sarebbero sceso in campo. In quel caso la Juventus e Maurizio Sarri decisero di non utilizzarlo per non affaticare la muscolatura del fuoriclasse lusitano già dalle prime uscite stagionali ma questa cosa non venne molto apprezzata dal pubblico.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, un tribunale distrettuale di Incheon, a ovest di Seul, ha ordinato a TheFasta, la società organizzatrice dell'evento, di pagare 371.000 wones, cioè circa 280 euro, a entrambi i tifosi: 71.000 wones (55 euro) per il biglietto e 300.000 wones (230 euro) per il dispiacere provocato dall'accaduto. Secondo i rapporti, l'avvocato Kim Min-ki, che ha intentato la causa, rappresenta anche altri 87 querelanti in altri casi simili in relazione alla partita che ha visto protagonista la Juve contro il Team K-League nella terza e ultima amichevole della tournèe asiatica.

CR7 utilizzato contro Spurs e Inter, out in Corea del Sud

A differenza di quanto accaduto a Seoul, Cristiano Ronaldo era stato impiegato dal primo minuto e aveva segnato nelle altre due partite che la squadra bianconera aveva già disputato in Asia, ovvero nella sconfitta per 3-2 contro il Tottenham e nella vittoria ai calci di rigore sull'Inter. Il fuoriclasse portoghese non è stato impiegato nella gara giocata in Corea del Sud e ciò ha provocato una serie di denunce che stanno portando ai rimborsi da parte della società organizzatrice dell'evento.