Pronto a buttarsi nel fuoco per la sua squadra. È così che Antonio Conte commenta la vittoria dell'Inter contro il Cagliari, Il gol di Darmian nella seconda parte della ripresa consegna ai nerazzurri un altro pezzo di scudetto. Il mosaico è quasi completo: più passano le giornate, più il vantaggio di 11 punti sul Milan diventa incolmabile. L'esultanza pazzesca del tecnico in occasione del vantaggio è una delle ultime immagini del match: scandiscono la passionalità dell'allenatore, la carica che infonde ai calciatori e, più ancora, l'unità di un gruppo che marcia compatto come una falange verso l'obiettivo tricolore.

Le partite iniziano a diventare meno e le vittorie valgono doppio… sei punti – le parole di Conte a Sky -. Il Milan ieri aveva vinto e per noi era molto importante mantenere il vantaggio invariato. Capisco che non è semplice, ma ci stiamo abituando a stare sempre sotto pressione. Nel giro di due anni siamo cresciuti tantissimo.

Il bacio ad Hakimi (autore del cross, su tocco ravvicinato di Lukaku, che ha innescato Darmian) e la corsa ad abbracciare i giocatori liberano l'entusiasmo di Conte a margine di una sfida difficile, contro un avversario che era riuscito a difendersi bene aiutato anche dal legno centrato nel secondo tempo (de Vrij, tiro sulla traversa). Decisiva la mossa da parte del tecnico di inserire l'esterno ex Borussia.

Sul gol ho fatto uno scatto per abbracciare lo sforzo dei ragazzi – ha spiegato Conte -. Penso che vadano premiati, con un abbraccio, un bacio come è stato per Hakimi. Loro sano che sono pronto a buttarmi nel fuoco per loro… è giusto dedicare loro questi gesti d'affetto.

Conte può sorridere. Lo scudetto è (quasi) in tasca e la prossima trasferta di Napoli contro i partenopei si rivela uno dei pochi ostacoli duri sulla strada. La affronterà nell'unico modo che conosce: ranghi serrati, determinazione e voglia di portare a termine l'impresa.

Non siamo una squadra che può fare calcoli. A me piace troppo vincere e cerco di trasferire questo ai giocatori. I ragazzi sanno che mentalità, cattiveria, annusare ‘il sangue dell'avversario' sono tutte cose che ci sono mancate e adesso abbiamo acquisito ma non basta. Ci sono ancora margini di crescita. Stiamo iniziando a vedere la meta, ma non è ancora raggiunta. Le ultime tre vittorie sono molto pesanti, inutile nascondersi.