Conte conquista la quinta Panchina d’Oro e affonda il colpo su Allegri: se l’è legata al dito

Antonio Conte ha vinto la quinta Panchina d'Oro in carriera per lo scudetto conquistato a Napoli nella scorsa stagione. Ma il riconoscimento di miglior allenatore italiano non basta ad addolcirgli la bocca e il momento delle celebrazione diventa l'ennesima opportunità per tornare su una questione spinosa, che gli ha tolto il sonno, complice l'infortunio al capitano, Giovanni Di Lorenzo (l'ennesimo in un'annata travagliata per i partenopei). E rifila una stoccata a Massimiliano Allegri: "Non so cosa abbia detto… ma certamente lui non sta giocando tanto", le parole del tecnico salentino in replica a quel "alla Juve ho ottenuto 5 scudetti arrivando anche in finale di Champions" pronunciato dal collega e rivale.
Conte e la riflessione (amara) sui calendari
Il nodo del contendere è la riflessione sui calendari ingolfati e gestiti in maniera discutibile, sulle troppe partite e sui calciatori esposti a un rischio maggiore di farsi male. Una tema che è un nervo scoperto per l'allenatore salentino (anche) alla luce di quanto accaduto dopo l'ultima partita di campionato con la Fiorentina, quando Conte fece esplicito riferimento ai ritmi folli che stanno ammazzando i calciatori. Un'accusa pesante, condivisa da molti ma che – secondo l'allenatore dei campioni d'Italia – resta confinata alle parole. "Tutti sono totalmente d'accordo su questo tema. Il problema è che si ha difficoltà a esporsi e a prendere posizione. Ci sono le istituzioni addette. La Federazione tedesca stava provando a fare qualcosa… ma è difficile muoversi in maniera singola come gruppo allenatori e calciatori. Si gioca troppo e si rischia troppo, ma la verità è che nessuno fa niente. Si andrà avanti così. Ridurre le squadre in A? Io sono un tecnico, non compete a me".

Il riferimento a Di Lorenzo: "Per fortuna starà fuori solo due mesi…"
Conte ne approfitta e spende due parole anche sull'infortunio di Di Lorenzo che aveva fatto tremare Napoli. Per fortuna è meno grave del previsto: non c'è rottura del crociato né interessamento ai legamenti ma il difensore ne avrà per un paio di mesi. "Si temevano sei o sette mesi, invece saranno uno o due, anche se purtroppo". Un sospiro di sollievo, condito però da un pensiero che va oltre il singolo caso. "Io tifo Italia, ho pensato anche a quello". Poi c'è la soddisfazione sincera che finalmente prende il sopravvento su ogni aspetto polemico. La vittoria sulla Fiorentina ha restituito serenità e la Panchina d’Oro 2024-2025 ha sempre un sapore speciale, soprattutto perché arrivata in azzurro. "Questo premio ha un valore forte perché arriva dai colleghi, da chi la panchina la vive. Vincere a Napoli non è facile, e per questo ha un significato superiore".