Come giocherà l’Atalanta di Palladino, nessuna rivoluzione: esterni alti e il rilancio di Scamacca

Raffaele Palladino prenderà il posto di Ivan Juric ufficialmente esonerato dall'Atalanta dopo la pesante sconfitta interna con il Sassuolo. La famiglia Percassi ha deciso di correre subito ai ripari e cambiare approfittando della pausa per le Nazionali, anche perché c'è un campionato da salvare e una Champions League in cui proseguire il più avanti possibile. Per farlo ci si affiderà all'ex Monza e Fiorentina che ha già firmato il contratto e si presenterà agli allenamenti della squadra mercoledì 12, dando le prime indicazioni su come farà giocare la nuova Atalanta. Non è prevista alcuna rivoluzione eclatante o epurazioni particolari, ma c'è tanta attesa di scoprire quali saranno le scelte di Palladino che in passato ha dato dimostrazione di utilizzare più moduli, con difesa a 4 o a 3 e alternando una o due punte in avanti.
L'esonero di Juric, il "discepolo" di Gasperini mai entrato in sintonia con l'Atalanta
I giocatori a disposizione ci sono da inizio anno, la rosa è sufficientemente completa per affrontare il post Gasperini in serenità ma con Juric non è mai scoccata la scintilla: il "discepolo" di Gasp ha pagato il suo modo di fare e la personalità da sempre spigolosa e anche a Bergamo ce ne si è accorti. Dalla reprimenda a Carnesecchi per le sue dichiarazioni, alla malcelata tensione con Lookman, passando per gli infortuni che ha dovuto gestire e giocatori che non hanno dato quanto si richiedeva loro (tra cui Hien, De Ketelaere e Krstovic). Da qui, i pessimi risultati e la decisione della società di passare oltre, andando contro anche alla propria natura, con l'esonero: un fatto che all'Atalanta non capitava da circa 10 stagioni, precisamente dal dicembre 2015, quando Stefano Colantuono fu sollevato dall'incarico dopo 17 giornate di Serie A.

Palladino e l'Atalanta, nessuna rivoluzione: difesa a 3 ed esterni alti, pronto il riscatto per Scamacca
Ma come giocherà Raffaele Palladino per ridare identità all'Atalanta? Il neo tecnico – che è subentrato in tutto e per tutto a Juric, con un contratto identico a 2 milioni a stagione e una scadenza fissata al 2027 – ha dato dimostrazione tra Monza e Firenze di aver maturato una crescita tattica e una duttilità già mostrata nel corso della sua giovane carriera, incostante ascesa. Gasperini aveva maturato un suo modulo iconico a Bergamo, un 3-4-1-2 che poi Juric ha ereditato anche se ha preferito più spesso due trequartisti dietro ad una unica punta di ruolo. Palladino dovrebbe ripartire da una certezza, la difesa a tre.

Hien centrale con la possibilità di avere a fianco – al netto degli infortuni – due tra Ahanor, Koussonou, Djimsiti e Scalvini. Nella mediana a 4, sui lati conferme per Bellanova e Zalewski, con l'esperienza di Zappacosta a disposizione, mentre al centro il recuperato Ederson con De Roon. Poi, le scelte da valutare: se opterà per un solo trequartista, il preferito resta De Ketelaere con davanti una coppia con Lookman e uno tra Scamacca e Krstovic. Se saranno due dietro ad un'unica punta, in area dovrebbe restare Scamacca favorito sull'ex Lecce mentre dietro, spazio alle scelte a disposizione: oltre a CDK, ci sono Pasalic, Daniel Maldini, Samardzic anche un Lookman più arretrato per sfruttarne le progressioni.
Possibile formazione Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Koussonou, Hien, Scalvini; Bellanova, Ederson, De Roon, Zalewski; De Ketelaere, Lookman/Pasalic; Scamacca/Krstovic. All. Palladino
Palladino tra Monza e Fiorentina: con lui il miglior Colpani e il miglior Kean
Palladino ha però già dato spazio a mostrarsi un tecnico pronto a evolvere i propri tatticismi alla bisogna e in base ai giocatori a disposizione. A Bergamo non agirà creando una spaccatura sul modulo ma potrebbe studiare alternative già viste a Monza e a Firenze, con successo. In Brianza, ha spinto molto spesso per una difesa a 3 e solo nel finale dell'ultima stagione passò a 4, lavorando sempre moltissimo sul supporto degli esterni alti a centrocampo, con Mota punta di ruolo fisso in area ed esaltando le qualità di Colpani, autentica rivelazione di campionato. A Firenze, è passato più spesso a 4 in difesa, ma inserendo anche un sistema di gioco che prevedeva fino a tre trequartisti, gestendo al meglio le doti di Kean come sola punta e venendo ripagato con la miglior stagione in Serie A dell'azzurro: 22 gol in 38 partite, Champions raggiunta e finale di Conference.