L'asso nella manica per lo scudetto del Milan è Mario Mandzukic. A 34 anni è il rinforzo giusto per avere una rosa competitiva (anche) per la prossima Champions, magari provando a vincere l'Europa League che riprenderà nella seconda metà di febbraio. È il calciatore ‘pronto subito' a livello mentale perché abituato a competere a certi livelli. Non farà ombra allo svedese, del resto le gerarchie sono chiare e il croato ha dimostrato alla Juve come sia capace di convivere con compani di squadra avvezzi a prendersi la scena sempre.

Come può giocare Mandzukic nel Milan

Allegri lo trasformò in equilibratore prezioso supportando la Juve che ruotava intorno a Cristiano Ronaldo: attaccante esterno, laterale, prima punta, sparring partner… Mario s'è adattato e s'è reso utile laddove il tecnico gli ha chiesto di giocare. E ha continuato a far gol. Adesso che c'è anche la ‘benedizione' di Zlatan, non resta che attendere la prima partita ufficiale con la maglia del Milan. Con oppure al posto di Ibra, sceglierà Pioli quando e come schierarlo. Forse il 30 gennaio contro il Bologna oppure a febbraio contro Crotone e Spezia. Intanto, il suo ingaggio lancia un segnale molto chiaro al campionato: il ‘diavolo' vuole tornare a vincere. E a dominare.

Contratto e stipendio, accordo raggiunto

Sei mesi di contratto. A Mandzukic è stato sottoposto una sorta di ‘contratto a progetto'. Stipendio da 1.8 milioni, opzione di rinnovo legata ad alcune variabili che vanno dalle presenze alla qualificazione in Champions. Non gioca una gara ufficiale da un anno ma ha fornito rassicurazioni sulla sua condizione fisica. Quanto alle motivazioni, non c'è da avere dubbi: sono identiche a quando era a Torino. Ci sarebbe rimasto volentieri ma nel 2019 con l'arrivo di Sarri capì che in bianconero non c'era più spazio per lui e chiese la cessione.

La rovesciata in finale di Champions e l'addio con Sarri

Alla Juve arrivò nel 2015 dall'Atletico Madrid e vinse 4 scudetti, 3 Coppe Italia, 2 Supercoppe e si coprì di gloria per quel bellissimo gol in rovesciata nella finale di Champions con il Real Madrid (a Cardiff nel 2017). Peccato non bastò a sollevare il trofeo ma, ironia della sorte, CR7 era dall'altra parte del campo e non aveva ancora scelto di andar via da Madrid. Con la maglia della Juventus ha totalizzato 162 presenze e segnato 44 reti, conquistando il suore dei tifosi per la determinazione, il coraggio e la grande duttilità mostrata nel mettersi al servizio del gruppo. Una garanzia. Il Milan è pronto ad accoglierlo. Il resto tocca a lui.