video suggerito
video suggerito

Chivu colpito da un coro speciale durante Inter-Pisa: “C’è gente che capisce davvero”

Cristian Chivu dopo Inter-Pisa ha voluto mandare un messaggio ai tifosi ringraziando anche un determinato settore dello stadio Meazza.
A cura di Marco Beltrami
42 CONDIVISIONI
Immagine

Cristian Chivu ha difeso a spada tratta i suoi giocatori dopo la vittoria in rimonta della sua Inter contro il Pisa. L'allenatore si è assunto la responsabilità degli errori individuali, anche quelli del portiere Sommer al quale ha fatto delle richieste specifiche che comportano la possibilità di uscire dalla comfort zone. Nell'invito che ha voluto fare ai tifosi nerazzurri, affinché sostengano sempre la squadra, c'è stato anche spazio per un ringraziamento speciale.

Chivu ringrazia i tifosi per un coro speciale

All'ex calciatore infatti non è sfuggito quanto accaduto nel corso della gara quando da un determinato settore dello stadio Meazza si è alzato un coro a sostegno proprio del portiere elvetico. Un esempio per tutta la curva, che ha un grande impatto sul rendimento dell'Inter anche nei momenti non positivi. In conferenza stampa Chivu ha infatti dichiarato: "Voglio ringraziare anche il Secondo Anello Verde che all'inizio del secondo tempo ha fatto un coro per Yann Sommer, perché c'è gente che capisce che nei momenti di difficoltà bisogna sostenere i propri giocatori, perché sennò sarebbe troppo facile".

Il messaggio ai tifosi di Cristian Chivu

Dalle cose buone a quelle meno buone, con molti sostenitori che a detta del mister rumeno sono condizionati dai giudizi esterni. Tutto nasce dalla difesa di un altro giocatore come Luis Enrique: "Lo difendo perché è il nostro patrimonio, perché è giusto farlo per quello che è lui, per quello che ha fatto vedere negli ultimi due mesi, nonostante le etichette, nonostante anche quello che è stato il rumore e quello che si è creato intorno a lui. Probabilmente molti dei nostri tifosi oggi sono un po' condizionati da quello che leggono, da quello che ascoltano, che vedono sui social, sui giornali, perché non gli perdonano niente e non è giusto. Perché se un ragazzo è in difficoltà bisogna aiutarlo, bisogna sostenerlo".

Insomma, ci vuole pazienza e comprensione e soprattutto sostegno costante, per quella che è una vera e propria lezione di tifo: "È vero che il tifoso ha diritto di fare quello che vuole, perché è giusto che lo faccia, ma bisogna sostenerli perché fa parte di questo gruppo, di questi 25 ragazzi meravigliosi che lavorano sodo e che cercano di fare una stagione competitiva. Poi ci sono alti e bassi, ci sono gli errori e bisogna non fischiare al primo errore. Perché mi prendo sempre io la responsabilità anche di quello che è accaduto con Yann Sommer, perché la richiesta di fare il ‘terzo uomo' è sempre mia; avrebbe potuto spazzar via la palla, ma io gli chiedo di non buttarla via e quindi le responsabilità sugli errori sono sempre mie, non di questi ragazzi. Se c'è qualcuno che vuole fischiare può fischiare tranquillamente me, ma non questi ragazzi".

42 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views